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La storia di Tristano e Isotta

Tristano e Isotta è tra le più celebri storie d’amore della letteratura medievale. Il giovane Tristano s’innamora, riamato, di Isotta, la promessa sposa dello zio, il re Marco di Cornovaglia, e da quel momento i due vivono una contrastata passione.

Tristano e Isotta – elaborazioni medievali

Ispirata a leggende dei popoli celtici, la storia di Tristano e Isotta forse trovò una prima elaborazione scritta alla corte di Enrico II Plantageneto e di Eleonora d’Aquitania subito dopo la metà del XII secolo.

La versione originaria è andata perduta, come sono andate perdute, o sono giunte molto frammentarie, le opere che a essa si ispiravano (quella di Chrétien de Troyes ad esempio).

Secondo il modo di produzione del testo tipico del Medioevo, infatti, il suo contenuto si modificava di volta in volta, entrava nella memoria dei lettori e degli ascoltatori e diventava materia di nuove compilazioni.

Così, fra il XII e il XIII secolo, la storia di Tristano e Isotta diede origine a una ricca fioritura di testi da parte di autori, come Béroul, giullare vissuto intorno alla metà del secolo XII e Thomas d’Angleterre (1170 circa), autore anglonormanno di Tristano, e soprattutto a un romanzo in prosa, Roman en pros de Tristan o Tristan en prose, che fa confluire nella storia di Tristano anche quella di Lancillotto e di re Artù: fu questo testo ad avere maggiore fortuna nel Medioevo, diventando la base per riscritture e adattamenti in molte lingue.

La storia di Tristano e Isotta ebbe un’ampia diffusione anche in Italia dove si ricorda l’anonimo Tristano riccardiano, versione in prosa in volgare toscano della fine del Duecento, così chiamata dal nome della biblioteca in cui se ne conserva la copia manoscritta, la Biblioteca Riccardiana di Firenze.

La leggenda di Tristano e Isotta

Ecco gli episodi salienti della vicenda presenti nelle diverse fonti:

Tristano, nipote di re Marco di Cornovaglia, vive alla corte dello zio compiendo grandi imprese. Un giorno parte alla ricerca della fanciulla a cui appartiene il capello biondo lasciato cadere da una rondine: lo zio, re Marco, la vuole in sposa.

Tristano approda in Irlanda, uccide un drago e ottiene per il re la mano di Isotta la Bionda a cui appartiene il capello.

Durante il viaggio, i due giovani bevono per sbaglio il filtro d’amore destinato a re Marco. Una passione fatale legherà d’ora in poi i due amanti.

Essi ricorrono a diversi espedienti per tenere segreto il loro amore, a cominciare dalla sostituzione di Isotta la Bionda con l’ancella Brangania la prima notte di nozze, affinché il re non sappia che la sua sposa non è più vergine. Alla fine però sono scoperti: Tristano è condannato a morte e Isotta è abbandonata ai lebbrosi. Ma una spettacolare fuga di Tristano salva la fanciulla e i due si rifugiano nella foresta di Morrois.

Un giorno re Marco, andando a caccia, li sorprende mentre dormono: i loro corpi sono separati dalla spada di Tristano. Il re commosso da questo segno di innocenza, richiama a corte Isotta e manda in esilio Tristano.

Tristano fugge in Bretagna, dove incontra e sposa la bella figlia del re di Bretagna, Isotta dalle Bianche Mani, ma non riuscirà mai ad amarla; pensa sempre a Isotta la Bionda e fa più volte ritorno alla corte di re Marco, travestito ora da mercante, ora da pellegrino, ora da mendicante pazzo, pur di rivederla.

Ormai senza speranze, Tristano si lancia in imprese temerarie e, infine, resta ferito a morte. Solo Isotta la Bionda può guarirlo e Tristano la manda a chiamare: il suo arrivo sarà annunciato da una nave con le vele bianche.

Arriva nel porto la nave con Isotta, ma la moglie, spinta dalla gelosia, mente e annuncia a Tristano che la vela è nera. Tristano allora si lascia morire. Isotta, scesa dalla nave, cade morta di dolore al suo fianco.

Tristano e Isotta in età moderna

Dopo secoli di oblio, la storia di Tristano e Isotta venne riscoperta all’inizio dell’Ottocento. Walter Scott pubblicò il Sir Tristrem (1804), la traduzione inglese di Thomas. Richard Wagner mise in scena Tristrant und Isolde, che pubblicò come dramma nel 1857 e come Musikdrama nel 1865. Nel 1900 Joseph Bédier pubblicò un romanzo su Tristano e Isotta. L’opera ebbe grande fortuna e fu tradotta innumerevoli volte. Non fu che l’inizio di una lunga serie di traduzioni, rappresentazioni teatrali, opere letterarie, versioni cinematografiche: L’Éternel Retour di Jean Delannoy con sceneggiatura di Jean Cocteau (1943), il Tristan et Yseut d’Yvan Lagrange (1973), Le femme d’à côté di François Truffaut (1981), per citare alcuni classici.

 

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