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La storia di Ulisse: chi era e cosa fece

La storia di Ulisse affonda le sue radici nella mitologia greca.

La storia di Ulisse nella mitologia greca

Nella mitologia greca il suo nome è Odisseo. Ulisse è il nome datogli dai Romani.

Ulisse è il re di Itaca, figlio di Laerte e di Anticlea, figlia di Autolico, a sua volta figlio del dio Ermes. È uno dei personaggi principali dell’Iliade e figura centrale dell’Odissea, i due poemi epici greci attribuiti a Omero.

Per un approfondimento leggi Omero poeta greco: leggenda o realtà?

La storia di Ulisse nell’Iliade, nell’Odissea e nell’Eneide

Nell’Iliade Ulisse è il re dell’isola di Itaca, che lascia la moglie Penelope e il figlioletto Telemaco per andare a combattere nella guerra di Troia. Per un approfondimento leggi Iliade riassunto breve.

L’ira degli dei, favorevoli ai troiani, tuttavia punisce duramente Ulisse, costretto a peregrinare in mare e a superare terribili prove prima di poter tornare in patria. Le sue avventure sono appunto narrate nell’Odissea, di cui è il personaggio protagonista. Per un approfondimento leggi Odissea riassunto breve.

Nell’Iliade Odisseo è un uomo saggio, astuto, d’azione e, soprattutto, è un guerriero ma non è l’unico: è un valoroso tra i valorosi. Nell’Odissea invece è l’unico protagonista dei fatti narrati, non usa armi se non quando deve difendersi dai Ciconi, all’inizio del suo viaggio di ritorno, e quando compie la vendetta sui Proci.

Nell’Odissea Ulisse mostra il suo enorme coraggio ma anche tutta la sua fragilità. Non si vergogna nemmeno di piangere quando, prigioniero della ninfa Calipso, teme di non poter più riprendere il mare per ritornare in patria e quando, giunto finalmente a Itaca, incontra il figlio Telemaco e gli svela la sua identità, o ancora quando riconosce il suo amato cane Argo, vecchio e malandato.

Determinato a raggiungere il suo scopo, che è quello di ritornare ad ogni costo nella sua Itaca e ricongiungersi con sua moglie e suo figlio, fa appello a tutte le sue doti di intelligenza, genialità, coraggio, ma anche di notevole senso pratico e abilità, e affronta il ciclope Polifemo e le Sirene; costruisce la zattera per lasciare l’isola di Ogigia; sopravvive ai mostri Scilla e Cariddi.

La sua curiosità di conoscere è spesso fonte di grossi guai e lutti per lui e per i suoi uomini; basti pensare alla vicenda di Polifemo e dei Ciconi.

Ulisse compare anche nel secondo libro dell’Eneide del poeta latino Virgilio. Virgilio scrive che fu Ulisse a ideare il cavallo di legno, che pose fine alla guerra di Troia. A narrare la storia è Enea, protagonista dell’Eneide, a Didone, la regina di Cartagine. Per un approfondimento leggi Il cavallo di Troia, dal II libro dell’Eneide.

Ulisse piace per la sua umanità, perché le sue virtù e i suoi difetti sono quelli di tutti e, proprio per queste sue caratteristiche, ha suscitato interesse in molti scrittori dei secoli successivi, tra i quali ricordiamo Dante Alighieri (Inferno canto XXVI); Ugo Foscolo (poesia A Zacinto), James Joyce (il suo romanzo Ulisse), Giovanni Pascoli (L’ultimo viaggio).

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