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Chi sono le guide di Dante e cosa rappresentano

Le guide di Dante nel suo viaggio nei regni dell’aldilà sono Virgilio, Beatrice e san Bernardo di Chiaravalle. Essi hanno la funzione di guidarlo e aiutarlo di fronte agli ostacoli materiali e intellettuali che incontra.

Le guide di Dante

Virgilio: la prima guida di Dante

Dante incontra la sua prima guida Virgilio nel canto I dell’Inferno, nella selva oscura, a cui chiede aiuto. Virgilio gli svela che, per salvarsi, dovrà attraversare i tre regni dell’oltremondo: Inferno, Purgatorio, Paradiso.

Lui gli farà da guida nell’Inferno e nel Purgatorio (fino al canto XXIX), non potrà accompagnarlo oltre perché, essendo vissuto in epoca antecedente il cristianesimo, la sua anima si trova costretta nel Limbo; poi salirà in Paradiso con l’aiuto dell’amata Beatrice, fino all’Empireo. Infine, san Bernardo lo accompagnerà alla visione di Dio.

Perché Dante sceglie Virgilio come guida nell’Inferno e nel Purgatorio?

Dante scegli il poeta latino Virgilio come guida nel viaggio attraverso l’Inferno e il Purgatorio perché nel Medioevo era considerato l’annunciatore del Cristo che verrà; tale interpretazione traeva origine dalla quarta egloga delle Bucoliche di Virgilio. In essa, infatti, si predice la nascita di un fanciullo e si assisterà agli inizi di una nuova età dell’oro.

A questa motivazione si deve poi aggiungere il fatto che Dante teneva in grande considerazione Virgilio per il capolavoro dell’Eneide, modello di stile poetico e di perfezione morale, in cui, seppure in un contesto pagano, racconta il viaggio all’Ade di Enea, la sua visita al regno dei morti (Eneide Libro VI), quella stessa visita che Dante si accinge a compiere e a narrare. Infine, Virgilio era stato il cantore dell’Impero universale, visto come condizione per il diffondersi della pace e come garanzia di superamento di egoismi e particolarismi.

A Virgilio Dante affida il ruolo allegorico della ragione umana, che, alimentata dal sapere, libera l’uomo dall’ignoranza e dal peccato dell’anima.

Beatrice: la guida di Dante nel Paradiso

Beatrice prende il posto di Virgilio come guida di Dante, nel Paradiso terrestre, nel canto XXX del Purgatorio. Da questo momento guiderà il poeta nell’ascesa attraverso i cieli del Paradiso fino all’Empireo, per poi riprendere il suo posto nella Rosa dei beati (canto XXXI Paradiso).

Perché Dante sceglie Beatrice come guida?

Beatrice, al di là della sua identità storica, è il simbolo della Teologia, tramite tra l’uomo e Dio, e quindi strumento unico di salvezza. La sua funzione è infatti quella di riportare Dante sulla “diritta via”, perché egli possa svolgere il suo compito: indicare all’intera umanità la via per giungere alla salvezza.

Giunti nel decimo cielo, l’Empireo, il ruolo di guida, nell’ultimo tratto del viaggio ultraterreno, verrà assunto da san Bernardo di Chiaravalle.

San Bernardo: l’ultima guida di Dante nella Divina Commedia

San Bernardo è l’ultima guida di Dante, dopo Virgilio e Beatrice. Subentra a Beatrice come guida di Dante nel canto 31 del Paradiso, nel cielo dell’Empireo, e accompagnerà il poeta fino alla sublime visione di Dio, con cui si conclude la Commedia (Paradiso canto 33).

Perché Dante sceglie san Bernardo come ultima guida nel Paradiso?

Bernardo rappresenta la contemplazione, lo stato di grazia dovuto alla fede proprio dei mistici, unica condizione spirituale che permetta una visione pura di Dio. A questo punto infatti nemmeno la Teologia (di cui è allegoria Beatrice) può più essere sufficiente al pellegrino, che per accostarsi a Dio necessita di un abbandono alla fede ancora più completo.

San Bernardo si presenta a Dante come un anziano (sene, Paradiso canto XXI, v. 59; santo sene, v. 94); ha nei confronti di Dante un atteggiamento di amorevole e caritatevole protezione, tanto che il poeta si rivolgerà a lui definendolo tenero padre (Paradiso canto XXXI, v. 63) e santo padre (Paradiso canto XXXII, v. 100).

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