Puntinismo in arte: tecnica e pittori
Georges Seurat, Una domenica pomeriggio alla Grande Jatte, 1884-1886, olio su tela, Chicago, The Art Institute of Chicago

Il Puntinismo (o Pointillisme in francese) è una tecnica pittorica che si fonda sull’applicazione delle teorie del colore. Queste si basano sulle scoperte in campo ottico e sugli studi sulla percezione visiva formalizzate dal chimico francese Michel Eugène Chevreul (1786-1889) a partire dal 1838 e poi dal fisico americano Ogden Nicholas Rood (1831-1902), autore di Modern Chromatics, pubblicato a Londra nel 1879.

Tecnica del Puntinismo

La tecnica pittorica del Puntinismo consiste nell’accostare sulla tela tanti minuscoli punti di colori primari complementari.

Il procedimento si basa su un principio fondamentale detto della mescolanza ottica: l’occhio dell’osservatore, a una certa distanza, non riesce a distinguere due puntini accostati tra loro ma vede una sola macchia. Se i due puntini sono ad esempio blu e giallo, l’occhio vede una macchia verde, mentre se sono rosso e giallo, vede una macchia arancione. Più i puntini accostati sono di colore puro, più la tonalità risulterà brillante e luminosa.

I pittori del Puntinismo

I prinicipali interpreti del Puntinismo francese sono Georges Seurat (1859-1891) e Paul Signac (1863-1935). Il movimento interessò però anche altri pittori, anche se per breve periodo, come Camille Pissarro o, da giovane, Henri Matisse, o, ancora, pittori futuristi.

Essi come gli impressionisti prediligono la pittura di paesaggio, prestano grande attenzione alla vita contemporanea, curano lo studio degli effetti luce-ombra.

Puntinismo (o Pointillisme) e Seurat

Nei quadri di Georges Seurat, le composizioni e le figure sono fissate secondo principi geometrici; in tal modo egli supera la pura “impressione visiva” e basa la propria pittura sulla riflessione teorica e su una rigorosa  sperimentazione delle leggi ottiche. È proprio per questo che ogni suo dipinto è preceduto da moltissimi schizzi e studi preparatori.

Il suo capolavoro Una domenica pomeriggio alla Grande Jatte è considerato il manifesto del Puntinismo. Per la descrizione e l’analisi dell’opera leggi Seurat, Una domenica pomeriggio alla Grande Jatte.

Puntinismo e Signac

Anche Paul Signac fa propri gli studi sul colore e sulla luce dei ricercatori ottocenteschi. Le sue opere migliori risalgono agli anni della maturità, tra il 1887 e il 1895: egli aumenta sempre più la dimensione dei tocchi di colore, fino a creare veri e propri reticoli di ampie tessere, anticipando in questo modo una sensibilità di tipo espressionista.

Puntinismo francese e Divisionismo italiano

In Italia la tendenza artistica del Puntinismo è denominata Divisionismo. Il Divisionismo si sviluppa in tutta Italia tra la fine dell’Ottocento e il 1915 ed ha il suo centro più vivace a Milano.

Gli artisti della corrente del Divisionismo italiano hanno in comune con le ricerche dei Puntinisti francesi l’interesse per le teorie della visione e della scomposizione dei colori.

I pittori divisionisti, tra cui Giovanni Fattori (1825-1908), Giovanni Segantini (1858-1899) e Giuseppe Pellizza da Volpedo (1868-1907) si esprimono attraverso una tecnica molto accurata, fatta di pennellate di colore puro, minute, filamentose, vibranti.