Letteratura francese in lingua d'oil e in lingua d'oc
Letteratura francese in lingua d'oil e in lingua d'oc

La letteratura francese nei secoli XI e XII si esprime nei suoi due ambiti linguistici, d’oil e d’oc. Le due lingue danno vita a due letterature parallele che convivono per due secoli, ciascuna nella propria autonomia.

La letteratura francese in lingua d’oil è soprattutto epica, quella provenzale in lingua d’oc è soprattutto lirica.

Letteratura francese in lingua d’oil

A Nord, la letteratura in lingua d’oil (il volgare parlato nella zona settentrionale della Francia) è essenzialmente epica: le cosiddette “canzoni di gesta“, come la Chanson de Roland, composta tra la fine dell’XI e l’inizio del XII secolo.

Sempre nel Nord della Francia, a metà del XII secolo, nascono il romanzo cortese, i lais e il celebre romanzo Tristano e Isotta.
Il romanzo cortese, di cui è maestro indiscusso Chrétien de Troyes, è legato ai valori e agli ideali della società cortese e rivolto al pubblico aristocratico portatore di quei valori e di quei ideali; i lais sono invece piccoli racconti in versi di un episodio amoroso.

Letteratura francese in lingua d’oc

A Sud, cioè in Provenza, si sviluppa invece la letteratura in lingua d’oc. Questa dà avvio a un’ampia produzione di poesia d’amore dei trovatori. Forme caratteristiche sono il sirventese e la tenzone, in cui sono discussi problemi di casistica amorosa. Il poeta è servitore della dama, dalla quale spera di ottenere un beau semblant (bella accoglienza), un sorriso, al massimo un bacio.

Il primo dei trovatori è Guglielmo IX, duca d’Aquitania. Nella prima metà del XII secolo, i più illustri sono: Jaufré Rudel, che canta l’amore per una principessa lontana; Marcabruno, la cui poesia è caratterizzata da forme aspre ed ermetiche (trobar clus).
La seconda metà del XII secolo è dominata dalla figura di Bernardo di Ventadorn, protetto da Eleonora d’Aquitania, il più appassionato e idealista dei trovatori. Si ricordano anche Arnaldo Daniello, Giraldo di Borneil e Bertran de Born. Saranno un riferimento essenziale per la scuola poetica siciliana.

Verso la fine del XII secolo si affermano anche i fabliaux, brevi racconti in versi crudamente realistici e satirici, e la poesia allegorica, che trova la massima espressione nel Roman de la Rose (Romanzo della Rosa). La prima parte del romanzo è scritto da Guillaume de Lorris, tra il 1225 e il 1240; la seconda e conclusiva parte da Jean de Meung, tra il 1275 e il 1280.

Il tramonto della letteratura provenzale

In Provenza la società cortese e la letteratura francese in lingua d’oc raggiungono il massimo splendore nel trentennio 1175-1205. Successivamente, la crociata del 1208-1209 contro gli Albigesi o catari, promossa da Innocenzo III e guidata da Simone di Montfort, colpisce a morte la civiltà provenzale e l’annessione del Mezzogiorno da parte del Nord nel 1229 (trattato di Parigi) decreta il tramonto della letteratura provenzale.

La poesia provenzale in Italia

Nel frattempo la poesia provenzale aveva trovato seguito al di fuori della Francia, soprattutto in Italia e Spagna. Fra i vari trovatori italiani che scrivono in provenzale c’è Sordello da Goito, famoso per il suo Compianto in morte di Ser Blacatz (1236).

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