L’alfabeto greco, che è alla base dei moderni sistemi di scrittura, deriva dall’alfabeto fenicio, una scrittura consonantica largamente utilizzata dai commercianti fenici per facilitare gli scambi nel Mediterraneo. I Greci vi aggiunsero le vocali, che nell’alfabeto fenicio mancavano. In seguito, dai Greci l’alfabeto passò agli Etruschi e ai Latini e dai Latini all’intero mondo occidentale, giungendo così fino a noi.
Quali sono le lettere dell’alfabeto greco antico?
L’alfabeto greco comprende 24 lettere, di cui 7 sono vocali (α, ε, η, ι, o, υ, ω) e 17 sono consonanti (β, ϒ, δ, ζ, θ, κ, λ, μ, ν, ξ, π, ρ, σ, τ, φ, χ, ψ).
Come si pronunciano le lettere dell’alfabeto greco antico?
α, A (alfa): alfa è la prima lettera dell’alfabeto greco, nonché prima vocale. Si pronuncia coma la a italiana.
β, B (beta): beta è la seconda lettera dell’alfabeto. Si pronuncia come la b italiana.
ϒ, Γ (gamma): gamma è la terza lettera. Ha sempre suono (g duro) gutturale; es: galassia, ghiro.
δ, Δ (delta): delta è la quarta lettera. Si pronuncia come la d italiana.
ε, Ε (epsilon): epsilon è la quinta lettera e seconda vocale. Si pronuncia come una e breve e chiusa.
ζ, Ζ (zeta): zeta è la sesta lettera dell’alfabeto. Ha suono dolce come la z italiana (es. zona).
η, Η (eta): eta è la settima lettera e terza vocale. Si pronuncia come una e lunga e aperta.
θ, Θ (theta): theta è l’ottava lettera. Si pronuncia come il gruppo th inglese (es. thank).
ι, Ι (iota): iota è la nona lettera e quarta vocale. Corrisponde alla i italiana.
κ, Κ (kappa): kappa è la lettera numero 10. Come gamma, ha sempre suono duro, gutturale, come in casa.
λ, Λ (lambda): lambda è l’undicesima lettera. Si pronuncia come la l (elle) italiana.
μ, Μ (mi): mi è la dodicesima lettera. Corrisponde alla m italiana.
ν, Ν (ni): ni è la tredicesima lettera. Corrisponde alla n italiana.
ξ, Ξ (xi): xi è la quattordicesima lettera. Si pronuncia come il gruppo cs o come la x straniera (es. xilofono).
o, Ο (omicron): omicron è la quindicesima lettera e quinta vocale. Si pronuncia come una o breve e chiusa.
π, Π (pi): pi è la lettera 16. Corrisponde alla p italiana.
ρ, Ρ (rho): rho è la lettera 17. Si pronuncia come la r italiana.
σ, Σ (sigma): sigma è la diciottesima lettera. Si pronuncia come la s italiana.
τ, Τ (tau): tau è la lettera numero 19. Corrisponde alla t italiana.
υ, Υ (hypsilon): hypsilon è la ventesima lettera e sesta vocale. Si pronuncia come la ü francese.
φ, Φ (phi): phi è la ventunesima lettera. Si pronuncia come il gruppo ph latino o come la f italiana.
χ, Χ (chi): chi è la lettera 22. Si pronuncia come il kappa greco o il gruppo ch tedesco.
ψ, Ψ (psi): psi è la lettera 23. Corrisponde al gruppo ps italiana (es. psicologo).
ω, Ω (omega): omega è la ventiquattresima e ultima lettera dell’alfabeto greco, nonché settima vocale. Si pronuncia come una o lunga e aperta.
Come e quando nasce l’alfabeto greco?
Da quando era scomparsa la Lineare B, il mondo greco non aveva più avuto sistemi di scrittura. I Greci adottarono l’alfabeto fenicio intorno al 750 a.C. quando, commerciando con i Fenici, ne appresero l’alfabeto e lo plasmarono alle esigenze della loro lingua aggiungendovi le vocali. Le vocali rendevano le parole più facili e chiare da leggere, mentre nell’alfabeto fenicio le vocali non venivano rappresentate e dovevano essere comprese dal contesto del discorso. L’alfabeto greco fu il primo alfabeto a rappresentare sia consonanti che vocali.
Per trascrivere le vocali, i Greci si servirono di alcuni segni prelevati dalla scrittura aramaica. Quei segni, che rappresentavano consonanti ignote alla lingua greca, furono utilizzati per indicare le vocali del greco; nacquero così A (alfa), B (beta), E (epsilon), Y (ipsilon), ecc. La I (iota) fu invece una vera innovazione.
Come scrivevano i Greci?
I Greci utilizzavano uno stilo, dotato anche di un’estremità piatta e arrotondata che serviva a cancellare, con cui incidevano le lettere su uno strato di cera spalmato su una tavoletta di legno. Usavano anche l’inchiostro per scrivere su fogli di papiro e su cocci di terracotta.
Mentre i Fenici scrivevano da destra verso sinistra, i Greci in età arcaica usavano tre modalità: da destra a sinistra; da sinistra a destra (che in seguito divenne per loro la norma); oppure procedendo per righe alternate: una da destra a sinistra e l’altra da sinistra a destra.
In origine i Greci usavano solo le lettere maiuscole dell’alfabeto. Essi inoltre scrivevano in modo continuo, senza separare le parole fra di loro e senza utilizzare segni di interpunzione. Soltanto a partire dal III secolo a.C. si cominciò a separare le parole fra di loro, a introdurre i segni di interpunzione, nonché quei segni aggiuntivi (spiriti, accenti) che rendevano più facile e più precisa la lettura dei testi. Questo lavoro filologico giunse a compimento nel IX secolo d.C. quando venne codificato l’uso delle lettere minuscole.
La diffusione della scrittura nel mondo greco fu un processo lento: fino al 600 a.C. soltanto pochi Greci sapevano leggere e scrivere. Dal 600 a.C. in poi la scrittura proliferò in tutta la Grecia e invase tutti i campi della vita civile, il diritto, la religione, la politica, l’economia, la letteratura, la diplomazia.
Come si diffonde l’alfabeto greco in Italia?
L’alfabeto greco arrivò in Italia nel 700 a.C. portato dai Greci, che colonizzarono la Sicilia e il Sud della penisola (la Magna Grecia) e venne rielaborato con varie modalità dalle diverse genti preromane.
L’alfabeto italiano continua l’alfabeto latino che deriva, a sua volta, da quello greco, tramite la mediazione etrusca. I Romani infatti impararono a scrivere intorno al V secolo a.C. dalla civiltà etrusca, che usava una serie di scritture italiche derivate dai Greci occidentali.
Lettere greche sono tuttora utilizzate come simboli in matematica, scienze, ingegneria e astronomia.
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