Home » Riassunti » Storia » Battaglia di Modena 43 a.C. cause e conseguenze

Battaglia di Modena 43 a.C. cause e conseguenze

La battaglia di Modena si svolse il 21 aprile del 43 a.C. tra le legioni di Marco Antonio, da un lato, e dall’altro, le truppe di Decimo Bruto, le forze senatoriali guidate dai consoli Aulo Irzio e Vibio Pansa unite a quelle di Ottaviano. Marco Antonio fu sconfitto.

L’alleanza del giovane Ottaviano con il Senato ebbe però vita breve, perché subito dopo la battaglia di Modena, Ottaviano si alleò con il rivale Marco Antonio e con Marco Emilio Lepido per la spartizione del potere della ormai vacillante Repubblica romana, formando il Secondo triumvirato.

Perché scoppiò la guerra di Modena?

Dopo l’assassinio di Giulio Cesare il 15 marzo del 44 a.C., il cesariano Marco Antonio, determinato a raccogliere l’eredità di Cesare, cercò di scambiare l’incarico di governatore della provincia di Macedonia, sgradito perché lo allontanava da Roma, con quello di proconsole della Gallia Cisalpina.

Il leggittimo governatore di questa provincia, il cesaricida Decimo Bruto, non volle tuttavia cedere e Marco Antonio lo attaccò a Modena dove Decimo Bruto si era asserragliato con le sue truppe. Il Senato, guidato da Cicerone, temendo l’eccessivo potere di Marco Antonio, colse subito l’occasione per schierarsi contro di lui, lo dichiarò nemico della Repubblica Romana (hostis publicus) e inviò l’esercito al comando dei consoli Aulo Irzio e Vibio Pansa in aiuto di Decimo Bruto.

A questo esercito si unì con il proprio esercito personale anche Ottaviano (il futuro primo imperatore di Roma), figlio adottivo ed erede di Giulio Cesare, al quale il Senato aveva conferito la carica di propretore, illegalmente perché Ottaviano non aveva mai ricoperto alcuna magistratura in precedenza. Marco Antonio venne sconfitto a Modena il 21 aprile 43 a.C. e si rifugiò nella Gallia Transalpina, per unirsi alle legioni del generale cesariano Marco Emilio Lepido.

Cosa accadde dopo la battaglia di Modena?

Ottaviano console

Ottaviano, anziché inseguire i nemici, marciò su Roma e con la forza delle armi impose al Senato la sua elezione e quella del cugino Quinto Pedio al consolato (43 a.C.), dato che i due consoli Aulo Irzio e Vibio Pansa erano morti nella battaglia di Modena.

Il secondo triumvirato e le liste di proscrizione

Ottaviano forte della sua posizione di console incontrò a Bologna Marco Antonio e Lepido. Dimostrando subito un buon intuito politico, Ottaviano voleva cercare un accordo con gli avversari per evitare una guerra civile che non era sicuro di vincere e che, tra l’altro, avrebbe contrapposto eserciti composti tutti in buona parte da ex cesariani.

Dall’accordo tra Ottaviano, Marco Antonio e Lepido scaturì il Secondo triumvirato (43 a.C.). A differenza del primo, che era un accordo privato, il nuovo triumvirato fu invece una vera e propria magistratura, superiore a tutte le altre: la loro carica sarebbe durata cinque anni.

Al Secondo triumvirato seguirono le liste di proscrizione e l’eliminazione degli oppositori politici: tra le vittime più illustri ci fu Cicerone, ucciso a Formia, mentre cercava di fuggire, dai sicari inviati da Marco Antonio.

La definitiva sconfitta di Marco Antonio

Poi, i triumviri procedettero alla spartizione delle province romane. In realtà, Emilio Lepido fu messo da parte, conferendogli solo la carica onorifica di Pontefice massimo e Antonio e Ottaviano rimasero i soli detentori del potere. Infine, Antonio e Ottaviano si scontrarono nella battaglia di Azio, una battaglia navale combattuta nel 31 a.C., al largo della costa occidentale della Grecia. Antonio, sconfitto, si uccise e Ottaviano rimase arbitro incontrastato del potere.

Ultimi articoli

Giochi

Sullo stesso tema