Gli ebrei in Italia

Gli ebrei in Italia hanno una storia molto antica. Ci sono testimonianze della presenza di comunità ebraiche nel nostro Paese fin dal II secolo a.C. I primi ebrei arrivarono a Roma grazie agli intensi scambi commericali nel bacino del Mediterraneo.

Nel I secolo d.C. la comunità ebraica romana, ormai fiorente e stabile, riscattò gli ebrei fatti schiavi da Tito, figlio dell’imperatore Vespasiano, durante l’assedio di Gerusalemme, nel corso del quale distrusse il Tempio. Da Roma gli ebrei si sparsero presto in tutta la penisola.

Dopo l’espulsione degli ebrei dalla Spagna (1492) la comunità romana raddoppiò la sua consistenza.

A partire dal 1516, in molte città italiane si istituirono i ghetti, cioè quartieri nei quali gli ebrei erano costretti a vivere. Dopo la Rivoluzione francese, iniziò la soppressione dei ghetti. Napoleone Bonaparte chiuse il ghetto di Venezia dopo che conquistò la Repubblica nel 1797. Egli equiparò gli ebrei agli altri cittadini, annullando ogni forma di segregazione. L’annessione di Venezia al Regno d’Italia confermò questa disposizione.

Nel 1938, con le leggi razziali emanate da Mussolini iniziò ufficialmente la persecuzione degli ebrei in Italia. Un quarto degli ebrei in Italia morì nei campi di sterminio.

Con la nascita della Repubblica italiana e la firma della Costituzione, agli ebrei è stata riconosciuta l’appartenenza di diritto all’identità dell’Italia, un Paese che hanno contribuito a fondare.

Oggi gli ebrei in Italia sono circa 35.000, circa il 20% dei quali praticanti. Esistono ventuno Comunità ebraiche italiane riunite nell’Unione delle Comunità Ebraiche italiane (UCEI). Le comunità ebraiche più numerose sono quelle di Roma, che è anche la più antica, e di Milano.

I rapporti tra Stato italiano e comunità ebraiche

I rapporti tra Stato italiano e comunità ebraiche sono regolati da un’intesa siglata l’8 marzo 1989: Norme per la regolazione dei rapporti tra lo Stato e l’Unione delle Comunità ebraiche italiane.

Nell’intesa è affermata la caratteristica della “identità ebraica” e, di conseguenza, è garantito il rispetto di una serie di feste, delle norme alimentari, del giuramento a capo coperto, delle particolari disposizioni sui cimiteri ebraici.

Nell’intesa è inoltre garantito che la permanenza nelle forze armate, nella polizia, la degenza negli ospedali, nelle case di cura, la permanenza in istituti di prevenzione e di pena non possano dar luogo a discriminazioni o impedire la pratica religiosa. È inoltre affermata l’uguaglianza rispetto alle altre confessioni religiose.

Nell’intesa è anche affermato il rispetto della libertà religiosa in ogni disciplina scolastica, nonché il diritto degli studenti ebrei di poter studiare la loro religione nell’ambito scolastico.