La sepoltura dei morti quando ebbe inizio

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la sepoltura dei morti

La sepoltura dei morti è una pratica propria solo dell’uomo e sconosciuta agli altri animali.

Inizia con la comparsa dell’homo sapiens nel Paleolitico.

La sepoltura dei morti nel Paleolitico

All’inizio le tombe sono semplici fosse scavate, coperte poi da un mucchio di terra. Accanto al corpo, erano deposti oggetti vari: cibo, armi e strumenti. Questo fa supporre che l’uomo del Paleolitico avesse sviluppato un senso religioso e che pensasse che ci fosse una vita dopo la morte.

Molto spesso i corpi erano sepolti in posizione fetale, come sta il bambino nella pancia della mamma: su un fianco, con braccia e gambe raccolte vicino al petto. La nuova vita era probabilmente vista come una “seconda nascita” dal grembo della terra, che gli uomini del Paleolitico consideravano come madre perché da essa ricevevano nutrimento e vita.

La sepoltura dei morti nel Neolitico

Con il passare del tempo, nel Neolitico, la cura nel seppellire i morti aumentò: il cadavere era ricoperto con lastre di pietra, con pietre accumulate, e deposto in nicchie scavate nella roccia.

Sepolti singolarmente o con altri defunti, in posizione supina o rannicchiata, le tombe avevano quasi sempre un corredo funerario, legato all’idea di un prolungamento della vita terrena nell’adilà.

Il corredo funerario era costituito da strumenti di selce e pezzi di carne, come testimoniato dalle ossa di animali rinvenute nelle sepolture. Sono stati ritrovati anche collane, bracciali, cinture, orecchini e pendenti ricavati da diversi materiali (conchiglie marine, ossa o denti di animali).

I luoghi di sepoltura

La sepoltura dei morti nel Neolitico avveniva in grandi  monumenti di pietra, i megaliti, che probabilmente servivano anche per lo svolgimento di cerimonie sacre.

Numerosi resti di questi edifici sono stati ritrovati soprattutto nell’Europa occidentale e in particolare sulle coste atlantiche e nelle isole britanniche; i più famosi sono i dolmen e i menhir.