Il Manierismo è il movimento artistico e stilistico italiano ed europeo che si colloca tra il 1520 circa e l’ultimo decennio del Cinquecento, e quindi tra la fine del Rinascimento e l’inizio del periodo Barocco. Prende avvio a Roma e a Firenze e si diffonde poi rapidamente nel resto dell’Italia, soprattutto in Lombardia e nel Veneto. Dall’Italia il Manierismo è esportato nelle corti europee, diventando un linguaggio presente in tutta Europa. Si caratterizza per la ricerca di un’estetica artificiosa e complessa, in contrasto con l’armonia e l’equilibrio del Rinascimento.
Origine del termine Manierismo
Il termine deriva da “maniera”: gli artisti lavoravano cioè alla “maniera” dei grandi autori del Cinquecento (Leonardo, Raffaello e Michelangelo). Fu il pittore, architetto e storico dell’arte Giorgio Vasari (1511-1574) a utilizzare per la prima volta questo termine nelle sue Vite (1550) con il significato di “stile”. Vasari, che aveva scritto il primo manuale di storia dell’arte moderna, pensava che l’arte moderna fosse iniziata da Giotto e da allora fosse gradualmente migliorata raggiungendo la perfezione con i grandi maestri del Rinascimento: Leonardo, Raffaello e Michelangelo. Poiché con costoro l’arte era già giunta al massimo livello, secondo Vasari per gli artisti successivi non c’era speranza di migliorare ancora: a essi non restava altra alternativa che quella di imitare i grandi geni del passato, in quanto nelle loro opere era già dato trovare ogni perfezione.
In realtà, i manieristi introdussero anche molte novità che portarono all’evoluzione e poi al superamento dello stile rinascimentale.
Manierismo caratterisitiche stilistiche
- L’artista afferma la propria libertà espressiva; per questo la prospettiva e le proporzioni classiche sono abbandonate o interpretate in modo personale.
- Non si vuole imitare la realtà, ma rappresentarla in forme ricercate e artificiose, quindi irreali. I pittori trasformano allora i paesaggi e le figure con prospettive audaci e colori innaturali, spesso sgargianti.
- La tecnica esecutiva è portata a livelli raffinatissimi, in grado di esprimere il virtuosismo dell’artista.
- Le opere figurative rappresentano spesso temi allegorici e narrazioni a soggetto mitologico, che rafforzano il distacco dal mondo reale.
Manierismo in architettura
Nel corso della seconda metà del Cinquecento l’architettura ricerca effetti sempre più sofisticati. Gli architetti manieristi progettano edifici estrosi ed eleganti.
Tra i massimi protagonisti dell’architettura del secondo Cinquecento ricordiamo:
- Giorgio Vasari (1511-1574), che nel 1560 iniziò il palazzo degli Uffizi a Firenze;
- Bartolomeo Ammannati (1511-1592), che intervenne dal 1560 nel Palazzo Pitti a Firenze. Il giardino di Palazzo Pitti ospita la Grotta progettata da Bernardo Buontalenti (1536-1608), un ambiente fantasioso in cui è stato ricreato l’aspetto di una grotta naturale, con sculture, pitture e giochi d’acqua.
A Venezia e nel Veneto lavorano grandissimi maestri: tra essi, l’architetto Andrea Palladio (1508-1580). Egli progetta eleganti ville ispirate ai modelli dell’antichità. Applica con rigore gli ordini architettonici classici, ma riesce nello stesso tempo a ottenere risultati innovativi e originali.
Manierismo in scultura
Gli scultori manieristi realizzano opere eleganti e complesse, caratterizzate da composizioni movimentate e “serpentinate“.
La linea serpentinata segue un ritmo a spirale che la rende simile al movimento del serpente o a quello della fiamma. Lo scopo è quello di animare le figure, renderle inquiete e vibranti. Tra i maggiori scultori manieristi ricordiamo:
- Bartolomeo Ammannati (1511-1592);
- Giambologna (1529-1609), nome con cui è noto lo scultore fiammingo Jean Boulogne. Negli ultimi decenni del Cinquecento è attivo a Firenze presso la corte dei Medici, per i quali realizza numerose sculture a tutto tondo come Il ratto delle Sabine;
- Benvenuto Cellini (1500-1571), scultore e orafo di straordinaria abilità tecnica. Perseo con la testa di Medusa, situata nella Loggia dei Lanzi a Firenze, è considerato il suo capolavoro scultoreo e un’opera emblematica del Manierismo.
Un centro molto importante per la scultura manierista, ma anche per la pittura, è la corte del re di Francia Francesco I. Egli tra il 1530 e il 1560 circa, chiama presso di sé artisti italiani, fiamminghi e francesi. Ad essi dà l’incarico di decorare il magnifico castello di Fontainebleau, non lontano da Parigi.
Manierismo in pittura
Nella rappresentazione dello spazio i pittori manieristi abbandonano la composizione simmetrica e la prospettiva tipiche del Rinascimento. Inoltre, rappresentano le figure a volte deformate nelle proporzioni, in atteggiamenti innaturali. Scelgono anche di usare colori brillanti e li stendono con contrasti netti, senza sfumature.
Tra i più importanti pittori manieristi ricordiamo:
- Jacopo Pontormo (1494-1556);
- Rosso Fiorentino (1495-1540);
- Parmigianino (1503-1540);
- Giuseppe Arcimboldi (1527-1593);
- Bronzino (1503-1572).

