Manierismo: significato, caratteristiche, artisti
Jacopo Pontormo, Trasporto di Cristo al sepolcro, 1527-1528. Olio su tavola, 312x192 cm. Firenze, Chiesa di Santa Felicita, Cappella Capponi

Il Manierismo è il movimento stilistico italiano ed europeo che si colloca tra il 1520 circa e l’ultimo decennio del Cinquecento (ossia tra il culmine del Rinascimento e il preannuncio del Barocco).

Il termine deriva da “maniera”: gli artisti lavoravano cioè alla “maniera” dei grandi autori del Cinquecento (Leonardo, Raffaello e Michelangelo).

Caratteri fondamentali del Manierismo

  • L’artista afferma la propria libertà espressiva; per questo la prospettiva e le proporzioni classiche sono abbandonate o interpretate in modo personale.
  • Non si vuole imitare la realtà, ma rappresentarla in forme ricercate e artificiose, quindi irreali. I pittori trasformano allora i paesaggi e le figure con prospettive audaci e colori innaturali, spesso sgargianti.
  • La tecnica esecutiva è portata a livelli raffinatissimi, in grado di esprimere il virtuosismo dell’artista.
  • Le opere figurative rappresentano spesso temi allegorici e narrazioni a soggetto mitologico, che rafforzano il distacco dal mondo reale.

Manierismo in architettura

Nel corso della seconda metà del Cinquecento l’architettura ricerca effetti sempre più sofisticati. Gli architetti manieristi progettano edifici estrosi ed eleganti.

Tra i massimi protagonisti dell’architettura del secondo Cinquecento ricordiamo:

  • Giorgio Vasari (1511-1574), che nel 1560 iniziò il palazzo degli Uffizi a Firenze;
  • Bartolomeo Ammannati (1511-1592), che intervenne dal 1560 nel Palazzo Pitti a Firenze. Il giardino di Palazzo Pitti ospita la Grotta progettata da Bernardo Buontalenti (1536-1608), un ambiente fantasioso in cui è stato ricreato l’aspetto di una grotta naturale, con sculture, pitture e giochi d’acqua.

A Venezia e nel Veneto lavorano grandissimi maestri: tra essi, l’architetto Andrea Palladio (1508-1580). Egli progetta eleganti ville ispirate ai modelli dell’antichità. Applica con rigore gli ordini architettonici classici, ma riesce nello stesso tempo a ottenere risultati innovativi e originali.

Manierismo in scultura

Gli scultori manieristi realizzano opere eleganti e complesse, caratterizzate da composizioni movimentate e “serpentinate“.

La linea serpentinata segue un ritmo a spirale che la rende simile al movimento del serpente o a quello della fiamma. Lo scopo è quello di animare le figure, renderle inquiete e vibranti. Tra i maggiori scultori manieristi ricordiamo:

  • Bartolomeo Ammannati (1511-1592);
  • Giambologna (1529-1609);
  • Benvenuto Cellini (1500-1571), scultore e orafo abilissimo.

Un centro molto importante per la scultura manierista, ma anche per la pittura, è la corte del re di Francia Francesco I. Egli tra il 1530 e il 1560 circa, chiama presso di sé artisti italiani, fiamminghi e francesi. Ad essi dà l’incarico di decorare il magnifico castello di Fontainebleau, non lontano da Parigi.

Manierismo in pittura

Tra i più importanti pittori manieristi ricordiamo:

  • Jacopo Pontormo (1494-1556);
  • Rosso Fiorentino (1495-1540);
  • Parmigianino (1503-1540);
  • Giuseppe Arcimboldi (1527-1593);
  • Bronzino (1503-1572).