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Crisi di Suez, 1956: riassunto

Crisi di Suez, 1956

La crisi di Suez nasce dal conflitto per il controllo del Canale di Suez, che dal 1869 collega Mar Mediterraneo e Mar Rosso. Il canale è un passaggio fondamentale per molti commerci, in particolare per quelli petroliferi.

Nazionalizzazione del Canale di Suez

Il 26 luglio 1956 il presidente egiziano Gamal Abdel Nasser nazionalizza la Compagnia del Canale di Suez, di proprietà franco-britannica.

Questo atto è la risposta al rifiuto occidentale di finanziare la costruzione della diga di Assuan, sull’alto Nilo, necessaria per l’elettrificazione del paese.

Francia, Inghilterra e Israele contro l’Egitto

Francia e Gran Bretagna intervengono militarmente con l’aiuto di Israele, che ne approfitta per invadere la penisola del Sinai.

USA e URSS risolvono la crisi di Suez

A seguito delle pressioni di Unione Sovietica e Stati Uniti e dell’intervento dell’ONU, i tre Paesi aggressori cessano le ostilità. Mentre Israele si ritira dal Sinai, le truppe franco-inglesi abbandonano la zona del Canale.

Per Francia e Gran Bretagna è una dura sconfitta diplomatica: ormai non possono far altro che constatare la propria debolezza di fronte a Stati Uniti e Unione Sovietica.