impero inca - cultura, arte, religione
Machu Picchu, Perù. Si trova a 2500 metri di altezza, per questo si pensa sia stato l'ultimo baluardo di difesa degli Inca dai conquistadores spagnoli

Con i maya e gli aztechi, gli inca rappresentano una delle più avanzate civiltà precolombiane.

La popolazione della regione di Cuzco (Perù) fondò tra il 1450 e il 1532 un impero vastissimo, che si estendeva per oltre 4000 km dall’Ecuador settentrionale al Perù, alla Bolivia occidentale, al Cile settentrionale.

Lo sterminato territorio del loro impero era costellato di centri urbani, ognuno dei quali aveva le sue piramidi-tempio decorate di sculture e dipinte a vivaci colori. Vi erano Tihuànco, la capitale, Cuzco, la città dei commerci, e tante altre. Diversa era la destinazione di una tra le più piccole e affascinanti, Machu Picchu, un centro religioso abitato solo da donne.

Nel 1532, in seguito a dure lotte interne per la successione imperiale, l’impero fu facilmente conquistato dallo spagnolo Francisco Pizarro, anche perché il popolo inca, convinto che i conquistadores spagnoli fossero di natura divina, non oppose grande resistenza.

L’impero inca si reggeva grazie a un sistema politico rigido e gerarchico, basato sull’attività militare dell’aristocrazia e sullo sfruttamento delle popolazioni sottomesse.
Il sovrano, ritenuto l’incarnazione del dio Sole, era il capo supremo; all’ultimo posto della gerarchia sociale vi era invece la grande massa di contadini e di artigiani.
Gli artigiani inca producevano oggetti di terracotta, di pietra e di pietre preziose, ma erano insuperabili come orefici (del resto le viscere delle loro montagne erano ricchissime di filoni d’oro).

La medicina era a base di erbe e l’esame dei loro scheletri rivela un uso esperto della chirurgia, capace di sanare le fratture e di trapanare il cranio per estrarre un tumore.

Quanto all’edilizia, gli inca erano abili nel costruire edifici in pietra: templi, palazzi, fortezze, acquedotti e canali.

Forse conoscevano un sistema primitivo di scrittura.

Anche il pantheon inca, come quello azteco e quello maya, aveva alla sua sommità una divinità solare, Inti. In onore di questo dio e delle altre divinità (che rappresentavano tutti gli elementi della natura), venivano periodicamente sacrificati animali e vittime umane, soprattutto bambini.
Grande importanza si attribuiva alla divinazione (ovvero l’arte di prevedere il futuro mediante l’interpretazione degli astri e delle viscere degli animali sacrificati o di altri segni ritenuti espressioni della volontà divina) effettuata dai sacerdoti.

Gli inca, essendo convinti che, attraverso gli sciamani, si potesse continuare a parlare con i morti, mummificavano i corpi dei defunti di rango per conservarli. Avvolgevano le salme nel cotone, riempivano le tombe di sabbia per renderle più asciutte e le affidavano al clima secco delle zone più rocciose delle montagne.

Durante l’epoca precolombiana nella zona del Centro e Sud America si svilupparono anche altre importanti civiltà come quella dei Toltechi in Messico.

Questo argomento è tratto da Riassunti di Storia volume 5. L’Ebook è in vendita su Apple Store, Amazon Kindle e Google Books.