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Incas – origini, società, economia, cultura, religione, declino

Gli Incas fondarono nella regione delle Ande uno degli imperi più vasti dell’età precolombiana, che si estendeva per oltre 4000 km dall’Ecuador settentrionale al Perù, alla Bolivia occidentale, al Cile settentrionale. Questo impero raggiunse la sua massima fioritura tra il XV e il XVI secolo. La capitale era Cuzco, in Perù, situata a 3500 metri di altezza.

Gli Incas chiamavano se stessi Quechua, cioè “popolo della valle calda”. Furono ribattezzati Incas dai conquistadores spagnoli perché inca, cioè «figlio del Sole», era il titolo attribuito al loro imperatore.

Incas – struttura sociale e politica

Lo sterminato territorio del popolo incas era costellato di centri urbani, ognuno dei quali aveva le sue piramidi-tempio decorate di sculture e dipinte a vivaci colori. Fra i centri più noti vi è Machu Picchu, oggi Patrimonio dell’UNESCO.

La società era caratterizzata da una rigida gerarchia. Al vertice vi era l’inca, l’imperatore, ritenuto immortale in quanto figlio del Sole. L’inca costituiva la massima autorità politica e religiosa. Lo assistevano nobili e sacerdoti, che costituivano il livello più elevato della società; sotto di loro stavano artigiani e contadini. Gli artigiani inca producevano oggetti di terracotta, di pietra e di pietre preziose; erano insuperabili come orefici (del resto le viscere delle loro montagne erano ricchissime di filoni d’oro e d’argento).

Economia, tecnologia, conoscenze

L’economia inca era più avanzata di quelle maya e azteca. L’agricoltura si giovava di complessi sistemi di irrigazione e di terrazzamenti realizzati sulle pendici dei monti, che potevano così essere sfruttate per le colture (i prodotti maggiormente coltivati erano mais, patate e un cereale simile al riso). Non esisteva la proprietà privata della terra. Essa era suddivisa fra la terra del sovrano, coltivata dai contadini per il mantenimento del re e dei funzionari; la terra dei sacerdoti, che serviva al sostentamento del clero; la terra della comunità dalla quale traeva alimento la popolazione rurale.

Gli Incas allevavano lama e tacchini; lavoravano la ceramica e fabbricavano armi in bronzo. Inoltre estraevano oro e argento dalle miniere nelle Ande: saranno queste ricchezze a suscitare l’ingordigia degli spagnoli.

Il popolo incas non conosceva la ruota, né la scrittura e usava la tecnica dei quipu (nodi), strumenti menmonici costituiti da cordicelle con nodi e colori diversi, per annotare soprattutto informazioni numeriche.

Gli Incas realizzarono una rete stradale molto estesa e avanzata dal punto di vista tecnologico con gallerie e ponti sospesi. Numerosi corrieri percorrevano quelle strade, sfruttando le stazioni di posta costruite a distanza regolari.

La medicina era a base di erbe e l’esame dei loro scheletri rivela un uso esperto della chirurgia, capace di sanare le fratture e di trapanare il cranio per estrarre un tumore.

Gli Incas, essendo convinti che, attraverso gli sciamani, si potesse continuare a parlare con i morti, mummificavano i corpi dei defunti di rango per conservarli. Avvolgevano le salme nel cotone, riempivano le tombe di sabbia per renderle più asciutte e le affidavano al clima secco delle zone più rocciose delle montagne.

Religione del popolo incas

I sacerdoti, custodi della religione ufficiale, godevano di grande prestigio. Gli Incas adoravano molte divinità che rappresentavano gli elementi della natura. La divinità più importante era il dio Sole, detto Inti, ma grande importanza aveva pure Viracocha, il creatore.

In onore di questo dio e delle altre divinità venivano periodicamente sacrificati animali e vittime umane, anche bambini.
Grande importanza si attribuiva alla divinazione (ovvero l’arte di prevedere il futuro mediante l’interpretazione degli astri e delle viscere degli animali sacrificati o di altri segni ritenuti espressioni della volontà divina) effettuata dai sacerdoti.

I conquistadores e la fine dell’Impero Inca

Nel 1532, in seguito a dure lotte interne per la successione imperiale, l’impero inca fu facilmente conquistato dallo spagnolo Francisco Pizarro, anche perché il popolo incas, convinto che i conquistadores spagnoli fossero di natura divina, non oppose grande resistenza. La Spagna prese possesso di vasti territori, corrispondenti agli Stati attuali del Perù e dell’Ecuador, oltre alla parte settentrionale del Cile.

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