La Belle époque, 1880-1914 Riassunto

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la belle epoque, 1880-1914

Sono chiamati Belle époque gli anni 1880-1914 celebrati dalla borghesia europea come l’Età del suo trionfo e di un benessere mai sognato prima. Questa grande illusione si frantumerà bruscamente nel 1914, allo scoppio della Prima guerra mondiale.

La Belle époque: nasce la società dei consumatori

I beni di consumo durevoli come il telefono, la macchina fotografica, l’automobile, la bicicletta, la macchina per cucire prodotti dalla Seconda rivoluzione industriale entrano nelle case e trasformano la vita quotidiana di milioni di persone.

Queste persone danno vita a una società di consumatori e gli industriali e i commercianti fanno a gara per assecondare la spontanea propensione all’acquisto.

Gli Stati Uniti sono i primi a soddisfare tale desiderio, migliorando le tecniche di distribuzione delle merci, impiantando i grandi magazzini nei maggiori centri urbani, mentre i centri più piccoli e le zone rurali sono raggiunte attraverso la vendita per corrispondenza; inoltre, per consentire l’acquisto alle fasce meno abbienti, sono facilitati i pagamenti rateali.

Il taylorismo e la catena di montaggio

Mentre le nuove tecniche di distribuzione e la pubblicità ampliano la massa dei consumatori, le industrie devono produrre di più e più a buon mercato per soddisfare la domanda.

Nel 1909, negli Stati Uniti, l’industriale Henry Ford costruisce il “Modello T”, una nuova automobile di prezzo contenuto destinata alla classe media, cioè ai borghesi piccoli e medi delle città e, soprattutto, agli agricoltori e allevatori delle campagne.

Per abbattere ulteriormente i tempi di produzione e i prezzi, l’ingegnere statunitense Frederick Taylor idea una nuova organizzazione del lavoro che dal suo nome è chiamata “taylorismo”.

Il taylorismo porta alle estreme conseguenze la divisione del lavoro teorizzata da Adam Smith nel Settecento: il lavoro è frazionato in una serie di mini-operazioni ancora più semplificate, il che porta: ad aumentare la velocità di produzione; alla diminuzione dei costi; all’aumento del numero dei pezzi prodotti e, di conseguenza, scende il prezzo di vendita e salgono i profitti.

Henry Ford applica il taylorismo e introduce in fabbrica la catena di montaggio, che permette di realizzare la produzione in serie. Il lavoro è ripetitivo e massacrante, ma Ford ricompensa gli operai: riducendo l’orario giornaliero a otto ore; aumentando i salari; distribuendo a fine anno premi di produzione a tutti, a patto che si raggiungano gli obiettivi prefissati.

La Belle époque: nascono i trusts

L’ampliamento dei mercati dà ad alcune aziende la possibilità di accumulare capitali immensi e di acquistare l’una dopo l’altra aziende minori rendendo un unico individuo proprietario di un vero e proprio impero industriale chiamato in inglese trust.

In Germania, per esempio, tutta l’industria elettrica passa nelle mani della famiglia Siemens e tutta quella siderurgica in quelle della famiglia Krupp. Negli Stati Uniti la Standard Oil del miliardario John Rockefeller acquisisce il controllo assoluto della produzione petrolifera del Paese.

I trusts determineranno la fine della libertà d’impresa che aveva caratterizzato la Prima rivoluzione industriale.

Si estende il suffragio universale maschile e nascono i partiti di massa

Nel 1890 in Europa il suffragio universale maschile, cioè il diritto di voto esteso a tutti i maggiorenni maschi, senza limitazioni di reddito né di livello di istruzione, esisteva soltanto in Francia, in Germania e in Svizzera. Tra il 1890 e il 1914 esso è conquistato anche in Spagna, in Austria, nei Paesi Scandinavi e in Italia, dove Giolitti lo introduce nel 1912. Inghilterra e Olanda lo introducono negli anni Venti.

Il suffragio universale ha l’effetto di trasformare i vecchi partiti dei notabili (piccoli raggruppamenti di persone influenti raccolti intorno a un personaggio autorevole) in partiti di massa. I partiti di massa intendono inquadrare larghi strati della popolazione attraverso il tesseramento, organizzazioni locali (sezioni e federazioni) e guidata da un unico gruppo dirigente.

Tra i compiti dei partiti di massa vi è quello di elaborare i programmi elettorali; scegliere i deputati da inviare al Parlamento; fornire un’educazione politica ai propri iscritti e svolgere opera di propaganda presso i non iscritti.

I diritti politici delle donne e le nuove opportunità di lavoro

Il suffragio universale maschile ha ammesso al voto gli uomini, ma non le donne. Negli Stati Uniti esse ottengono il diritto di voto nel 1920; in Inghilterra, dopo violente battaglie, nel 1918; in Italia le donne votano per la prima volta solo nel 1946.

La Seconda rivoluzione industriale offre alle donne nuove opportunità di lavoro. La donna piccolo-borghese entra nel settore terziario, cioè dei servizi: amministrazioni pubbliche, aziende private, ospedali, poste, banche e negozi si riempiono di segretarie, dattilografe, infermiere, commesse e l’insegnamento elementare diventa prevalentemente femminile, soprattutto in Gran Bretagna e negli Stati Uniti.

Le donne operaie cominciano a essere tutelate da leggi sociali: è ridotto l’orario di lavoro; alzato il limite di età per l’assunzione dei fanciulli; proibito il lavoro in miniera, quello notturno e quello domenicale. Nascono anche le prime forme di protezione della maternità (congedi, sussidi ecc.). Tuttavia la manodopera femminile continua a essere sottopagata e il suo diritto all’occupazione non garantito.

La Belle époque: pericolose tensioni in tutta Europa

Dietro la smagliante facciata della Belle époque si nascondono minacciose tensioni:

  • lotte di classe;
  • battaglie femministe;
  • prende piede il nazionalismo, ovvero un atteggiamento di esaltazione esasperata della propria nazione. In Germania il nuovo Kaiser, Guglielmo II, licenzia Bismarck, il vecchio cancelliere di suo padre, e comincia a investire forti cifre nelle spese militari, compresa la costruzione di una nuova flotta, più potente di quella inglese e armata di piccoli ma micidiali sottomarini. L’Inghilterra si mette in stato di allarme, decisa a non perdere il suo primato sui mari;
  • la Francia, nemica giurata della Germania, vuole riconquistare le due regioni che le sono state sottratte: Alsazia e Lorena;
  • nell’Impero austro-ungarico Francesco Giuseppe governa su un complicato mosaico di popoli appartenenti a etnie, lingue e religioni diverse e tutti vogliono l’indipendenza;
  • l’Impero turco-ottomano sta perdendo progressivamente tutti i suoi territori. In Europa ha perso la Grecia e la Serbia. La Serbia vuole allargarsi impadronendosi della Bosnia, una regione musulmana appartenente alla Turchia, ma l’Austria li ha preceduti e se l’è incamerata. La Serbia, inoltre è potetta dalla Russia, nemica perciò dell’Austria;
  • anche l’Italia odia l’Austria, perché sono ancora austriache Trento e Trieste.

Tutto questo intrico metterà in moto una reazione a catena che sfocerà nella Prima guerra mondiale.

 

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