orfeo ed euridice

Quella di Orfeo ed Euridice è una commovente storia d’amore e di morte che si inserisce nel quarto libro delle Georgiche di Virgilio.

Orfeo è il mitico cantore capace di trascinare, con la dolcezza del suo canto, anche gli animali e le pietre; Euridice è una ninfa, la bellissma sposa di Orfeo.

Nel paese dove vive Orfeo risiede pure Aristeo, che ha insegnato agli uomini molti utili precetti agricoli e li ha iniziati all’apicoltura. Questi si innamora pazzamente di Euridice.

Un giorno, mentre la ninfa fugge per sottrarsi alle insidie del pastore Aristeo, viene morsa da un velenoso serpente nascosto tra l’erba e muore.

Le ninfe amiche di lei danno la colpa di questa morte ad Aristeo e, per fargli dispetto, distruggono gli sciami dei suoi alveari.

In quanto ad Orfeo, disperato, discende dal capo Tenaro fino agli inferi, per riportare nel mondo dei viventi, nonostante il divieto di leggi eterne, l’amata sposa.

Il disperato dolore, che si esprime nella dolcezza del suo canto, commuove le divinità infernali: Caronte gli permette di varcare i fiumi dell’Ade, Cerbero gli cede il passo e il poeta può giungere alla dimora di Dite, dove Proserpina, la sposa di Plutone, commossa dai lamenti dell’infelice amante, gli concede di riportare Euridice sulla terra. Gli pone però la condizione di non voltarsi a guardarla finché ambedue non siano usciti alla piena luce del giorno.

Orfeo prende la via del ritorno seguito dalla sposa ma, giunto presso l’uscita del mondo sotterraneo, il desiderio ardente di contemplare il viso della sua donna gli fa dimenticare il comando di Proserpina: si volge indietro, ma vede soltanto la figura della donna amata che, piangendo, svanisce per sempre nelle tenebre.

Orfeo esce dal mondo dei morti ma la sua vita non ha più senso. Così quando incontra le Baccanti, che gli offrono amore e consolazione, le tratta con sdegno ed esse lo uccidono, lo fanno a pezzi e lo gettono nel fiume Ebro. La testa gli cade sulla sua lira e galleggiando continua a cantare soavemente. Giove toccato da questo evento commovente prende la lira e la mette in cielo formando una costellazione.