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La Scuola siculo toscana, anche detta Scuola toscana, è il movimento poetico che si sviluppò in Toscana nella seconda metà del XIII secolo ed è considerata scuola di transizione tra la Scuola poetica siciliana e il Dolce stil novo.
Perché è detta siculo-toscana?
Siculo perché questi poeti presero a modello certi aspetti della Scuola siciliana; toscana perché operarono in Toscana (molti intellettuali di questa regione erano vissuti per vario tempo alla corte di Federico II di Svevia) .
Innovazioni della Scuola siculo-toscana
La scuola siculo toscana prende quindi come modello la Scuola siciliana, ma introduce nuove tematiche ed elementi di stile: i poeti siculo toscani scrivono in volgare toscano colto, a cui occasionalmente si aggiunge un linguaggio realistico fatto di espressioni popolari o derivate da altri volgari e provenzalismi. Ne deriva una poesia con una sintassi elaborata in cui si mescolano e si alternano stile alto e umile.
Il contesto in cui operano questi poeti non è più la corte cosmopolita di Federico II, ma le nuove e vitali realtà cittadine della Toscana (Lucca, Pistoia, Pisa, Arezzo, Siena, Firenze), caratterizzate da dinamismo, conflittualità interne, mutamenti socio-economici e morali. Per questo accanto al solito tema dell’amore (la donna è però vista come oggetto del desiderio del poeta innamorato che aspira alla soddisfazione dei sensi, oltre che come creatura ideale da contemplare) si affiancano il tema politico e quello civile (che era ignoto ai poeti siciliani), riflettendo l’attiva partecipazione dei poeti alla vita della comunità.
Oltre alla canzone e al sonetto di derivazione siciliana, i poeti siculo-toscani sperimentano forme metriche nuove, come la canzone politica e la ballata.
I principali poeti della Scuola siculo-toscana
Il più importante esponente della Scuola siculo-toscana è Guittone d’Arezzo (1235-1294), che compone il primo esempio di poesia civile: Ahi lasso! or è stagion de doler tanto, in cui lamenta la sconfitta di Firenze (che era di parte guelfa come il poeta) a opera dei ghibellini che appoggiano l’imperatore. Per Guittone questa sconfitta è la sconfitta della giustizia stessa e segna la fine dell’autonomia dei Comuni toscani, di nuovo sottomessi all’imperatore.
Guittone d’Arezzo è considerato il maestro di Bonagiunta Orbicciani (nonostante fosse più giovane di lui), Chiaro Davanzati, Compiuta Donzella e Brunetto Latini.

