Il teatro del seicento: caratteristiche e autori

Il Teatro del Seicento: caratteristiche e autori, riassunto di Letteratura

Nel Seicento il teatro si sposta dalle piazze alle residenze dei signori e dei sovrani di tutta Europa. Nei teatri della nobiltà le scenografie diventano sempre più complesse e stupefacenti, si utilizzano costumi sontuosi e stravaganti, e le macchine teatrali producono effetti spettacolari.

I teatri sorgono anche nei piccoli centri: il prezzo del biglietto è accessibile e la gente comune li frequenta con assiduità.

In questo periodo di fervore intellettuale, emergono grandi autori, tra cui Molière (1622-1673), Pierre Corneille (1606-1684) e Jean Racine (1639-1699) in Francia; Lope de Vega, Tirso de Molina e Calderon de la Barca in Spagna. In Italia si moltiplicano le rappresentazioni della Commedia dell’Arte, un fenomeno tipicamente italiano ma rapidamente esportato dagli attori italiani in paesi vicini come la Francia e la Germania. La Commedia dell’Arte influenza drammaturgni come William Shakespeare, che opera in Inghilterra quale principale esponente del teatro elisabettiano, e poi il veneziano Carlo Goldoni.

Un altro genere di rappresentazione del Teatro del Seicento è il teatro delle marionette: la Chiesa è però ostile a questi spettacoli nei luoghi pubblici e i marionettisti italiani sono costretti a emigrare in tutta Europa, diffondendo così la loro arte.

Un altra novità del Teatro del Seicento è il melodramma, che alla recitazione unisce scene cantate e recitate. Claudio Monteverdi (1567-1643) è l’autore italiano di melodrammi più apprezzato in Europa. Il melodramma rimarrà molto in voga fino a tutto l’Ottocento, dapprima presso i ceti nobiliari e poi soprattutto tra i borghesi e il popolo, grazie anche al genio di alcuni autori italiani come Giocchino Rossini (1792-1868), Giuseppe Verdi (1813-1901), Giacomo Puccini (1858-1924) e altri, le cui “opere liriche” sono ancora oggi rappresentate nei più importanti teatri del mondo, nel rispetto del testo originale in italiano.