iliade libro terzo
Duello tra Paride e Menelao, particolare da una coppa attica a figure rosse di Douris, 490-480 a.C. Parigi, Museo del Louvre

Iliade Libro Terzo. Riassunto del Libro Terzo dell’Iliade

Iliade Libro Terzo: il duello tra Paride e Menelao

Il Libro Secondo dell’Iliade si è chiuso sull’immagine dei due eserciti, quello acheo e quello troiano, schierati nella pianura del fiume Scamandro. Ora, il Libro Terzo dell’Iliade si apre sui due eserciti che marciano l’uno contro l’altro.

Paride (è il figlio del re di Troia, Priamo, e fratello di Ettore. A Sparta ha rapito Elena, moglie di Menelao, scatenando la guerra tra Achei e Troiani) avanza in prima linea, sfida un nemico a misurarsi con lui. Accetta la sfida Menelao (re di Sparta, fratello di Agamennone e marito della bellissima Elena che gli è stata rapita da Paride) che balza dal carro con una tale veemenza che Paride, impaurito, si rifugia tra i suoi.

Ettore interviene a rimproverare al fratello la sua viltà e gli dichiara che gli Achei avrebbero dovuto lapidarlo come un criminale.

Paride riconosce che quanto ha detto il fratello è giusto; allora gli chiede di concordare una tregua con gli Achei per lo svolgimento del duello: il vincitore avrà Elena e le sue ricchezze e la guerra avrà fine.

Ettore espone ai due eserciti la proposta di Paride. Menelao accetta, ma chiede come garanzia del patto la presenza di Priamo in persona e l’offerta di sacrifici rituali. Ettore invia in città due araldi, per chiamare Priamo e procurare due agnelli per il sacrificio.

Intanto Elena, invitata dalla messaggera divina Iris – che ha assunto l’aspetto di Laodice, la più bella tra le figlie di Priamo – si reca sulle mura per assistere al duello. Sulla torre presso le porte Scee incontra Priamo e tutti i nobili anziani di Troia. Il re l’accoglie con grande gentilezza e la invita a dare uno sguardo dalle mura per vedere i suoi parenti e amici di prima e per dirgli il nome di alcuni capi greci che spiccano sullo schieramento. Elena gli parla di Agamennone, suo cognato; Priamo esprime ammirazione per la potenza di Agamennone e per il grande numero dei suoi soldati.

Elena prosegue parlando a Priamo di Odisseo e di Aiace. Antenore ricorda quando Odisseo venne in ambasciata insiema a Menelao, e ne loda l’abilità oratoria e l’intelligenza.

Priamo si reca sul campo di battaglia per i cerimoniali di preparazione del duello, che comportano solenni sacrifici e giuramenti. Il re troiano non intende però assistere allo scontro e torna in città.

Odisseo, in rappresentanza dei Greci, ed Ettore per i Troiani misurano il campo, delimitano la lizza, cioè lo spazio entro cui deve svolgersi il duello, e sorteggiano chi tra i due contendenti avrà il diritto di scagliare per primo l’asta; i due contendenti si armano.

Di solito prima di dare inizio allo scontro, i due contendenti si lanciano insulti e minacce che rinfocolano l’odio reciproco e rinverdiscono i motivi che li hanno portati al confronto fisico. In questo caso, invece, i due eroi in campo non si rivolgono una sola parola. Del resto, i motivi dell’odio sono noti al pubblico del poeta. Così Paride tace e Menelao si rivolge non a lui ma a Zeus, chiedendogli che, come protettore degli ospiti, gli conceda di avere giustizia e di uccidere Paride così che la morte esemplare di chi ha infranto la legge dell’ospitalità sia di monito alle generazioni future. Ma non sarà per ora ascoltato. È invece Afrodite a intervenire: con l’espediente della nebbia sottrae Paride alla vista degli altri, salva il suo protetto e lo trasporta dal campo di battaglia alla stanza nuziale.

Iliade Libro Terzo: Afrodite riunisce i due amanti

Dopo aver messo Paride in salvo, Afrodite presa forma umana di un’anziana filatrice invita Elena a raggiungerlo. Elena, che ha riconosciuto la dea, tenta di reagire, ma Afrodite la minaccia di abbandonarla, di toglierle tutto il suo fascino e magari lasciarla morire in nuovi conflitti tra i due popoli, suscitati da intrighi amorosi.

Elena viene presa dalla paura; riesce con l’aiuto della dea a scivolare via inosservata. Giunta a casa inizialmente esprime disprezzo per Paride e stima per Menelao; invita ironicamente l’amante a riprendere il duello, ma nello stesso tempo gli consiglia di non combattere, per non perdere la vita.

Paride cerca di minimizzare la sua sconfitta, parlando di un aiuto divino che Menelao avrebbe ricevuto e della possibilità di prendere una rivincita. Poi la invita a raggiungerlo a letto e di godere insieme dell’amore. Elena non resiste alla sua proposta. Paride conquista così la donna che doveva essere il premio per il vincitore del duello.

Intanto, sul campo di battaglia c’è grande confusione. Agamennone proclama la vittoria di Menelao e pretende subito il pagamento di enormi ricchezze come risarcimento per le spese di guerra. Anche i Troiani, delusi e sconcertati per l’andamento del duello, cercano Paride, ma nessuno lo trova.

Il racconto continua con Iliade Libro Quarto: riassunto