Klimt opere: descrizione opere più famose

Klimt opere: descrizione delle opere più belle e rappresentative di Gustav Klimt, il pittore che meglio contribuisce a definire l’Art nouveau austriaca.

Gustav Klimt: breve biografia

Gustav Klimt nacque a Vienna il 14 luglio 1862. Studiò alla Scuola di Arti Applicate. Iniziò adolescente l’attività di pittore e decoratore di importanti edifici viennesi, insieme al fratello Ernst e ad altri artisti. Diventò in breve il più impegnato esponente della Secessione viennese, la scuola austriaca dell’Art Nouveau. Nel 1905 uscì dalla Secessione e iniziò la propria attività nel settore dell’arte decorativa.

Nelle opere di Klimt motivi decorativi naturalistici, tipici dell’Art Nouveau, si mescolano con elementi più astratti, fondendosi in una tecnica preziosa, ricca di riferimenti simbolici.

I dipinti di Gustav Klimt sembrano realizzati a mosaico. Di questa tecnica, che egli studiò attentamente a Ravenna, conservano l’effetto bidimensionale: accostando colore a colore, forma a forma, Klimt annulla il volume delle cose che raffigura, tanto da farle apparire quasi astratte e da trasferirle a un livello decorativo.

I mosaici di Ravenna ispirarono il suo “periodo d’oro”, che coincise con la fase più matura della sua produzione.

Gustav Klimt morì a Vienna il 6 febbraio 1918.

Uno dei primi soggetti proposti da Klimt è Pallade Atena.

Klimt opere: Pallade Atena

Gustav Klimt, Pallade Atena, 1898
Gustav Klimt, Pallade Atena, 1898, olio su tela, 75×75 cm. Vienna, Wien Museum

Pallade Atena fu realizzata da Klimt nel 1898 con tecnica a olio su tela. Misura 75×75 cm ed è collocata nel Wien Museum di Vienna.

La dea Atena è presentata a mezzo busto. Occhi grigi e fissi, sguardo gelido e penetrante. Calza un elmo dorato da cui si intravede un volto fiero e severo, appena ingentilito dai lunghi capelli rossi. La corazza è impreziosita da scaglie dorate e chiusa al centro da un grande medaglione rappresentante la gorgone Medusa. Nella mano destra, Atena tiene una piccola Nike, la statua della vittoria, a braccia aperte, protagonista del dipinto Nuda Veritas del 1899.

Gustave Klimt, Nuda Veritas, 1899
Gustav Klimt, Nuda Veritas, 1899, olio su tela, 252×56 cm. Vienna, Osterreichisches Theatermuseum

Alle spalle di Pallade Atena, su un vaso a figure rosse, Klimt rappresenta lo scontro tra Eracle e il mostro Tritone, simbolo di cieca violenza.
La cornice dorata è anch’essa parte integrante del dipinto. Fu realizzata da George, il fratello di Klimt, su progetto dello stesso artista.

Klimt opere: Le tre età della donna

Gustav Klimt, Le tre età della donna, 1905
Gustav Klimt, Le tre età della donna, 1905, olio su tela, 180×180 cm. Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna (GNAM)

L’opera fu realizzata dall’artista nel 1905, esposto in Italia nel 1911 alla Mostra Internazionale in occasione della celebrazione per i 50 anni dell’Unità d’Italia e subito acquistata dallo Stato italiano per la Galleria Nazionale d’Arte Moderna (GNAM) di Roma.

L’opera è un’allegoria delle tre fasi della vita della donna: l’infanzia, la maternità e la vecchiaia. Il tema trattato è l’inesorabile trascorrere del tempo e della bellezza.

La giovane donna, dalla folta capigliatura rossa-dorata e pelle rosata, stringe affettuosamente a sé la bambina, serenamente abbandonata sul seno della madre. Entrambe sono avvolte da un bozzolo allegramente colorato e luminoso. Ma lungo la gamba destra della giovane donna, s’intravede un serpente che, quasi in maniera impercettibile, si avvolge lungo essa. È lì, a simboleggiare la fugacità della giovinezza e della bellezza.

In stridente contrasto con le due giovani figure, c’è la donna anziana. Il suo corpo è ormai flaccido, i capelli sono grigi e sciupati, la schiena è incurvata: sono tutti segni del tempo ormai trascorso. Con la mano sinistra nasconde il volto: è un gesto drammatico, dietro cui si nasconde la sofferenza per la bellezza per sempre perduta e per la fine ormai prossima della propria esistenza. La parete che le fa da sfondo è scura, composta da toni che vanno dall’ocra al marrone e al nero.

I due sfondi sono divisi tra una grande balza nera e una superficie bruna irregolare.

Klimt opere: Il bacio

Klimt opere: il bacio
Gustav Klimt, Il bacio, 1907-1908, olio su tela, 180×180 cm. Vienna, Osterreichische Galerie Belvedere

L’opera, compiuta in più versioni, appartiene a quello che è stato definito lo “stile aureo” di Klimt. Il cielo astratto è infatti punteggiato di pagliuzze dorate. L’oro è il colore predominante scelto per gli abiti, per l’aureola protettiva che avvolge gli amanti e per l’edera che scende sino ai fiori in primo piano.

Il bacio di Klimt celebra l’amore appassionato. I soggetti sono due giovani figure umane stagliate in un’atmosfera d’oro antico. I corpi sono in parte fusi entro vesti variopinte a fondo giallo, di forme e fogge indefinite.

La figura a destra, femminile, inginocchiata, ha il corpo di profilo. Ha il capo sulla spalla sostenuto dalla mano dell’uomo; il viso è rivolto all’osservatore.

La figura dell’uomo aderisce alla donna fino a formare un tutt’uno. È rappresentato in piedi, ma su un piano più basso. Ha la testa piegata sulla tempia della donna che gli cinge il collo con un braccio. Anche l’altra mano dell’uomo è accostata al capo della donna, ne lambisce la guancia e la donna vi posa con tenerezza la propria mano.

Klimt opere: Danae

Klimt opere: Danae
Gustav Klimt, Danae, 1907-1908 circa, olio su tela, 77×83 cm, Vienna, Wurthle Galerie

Il soggetto è tratto dalla mitologia. Danae, figlia del re di Argo, è stata rinchiusa dal padre in una torre di bronzo, perché gli è stato predetto che suo nipote lo ucciderà. Bisogna quindi evitare che Danae abbia figli.

Giove però entra nella fortezza sotto forma di nube e feconda la fanciulla con una pioggia d’oro. Notate, infatti, sulla sinistra del dipinto, la lucente pioggia di gocce d’oro che scende su di lei, serenamente addormentata in posizione fetale (la posizione fetale allude al tema della maternità e della nascita).

Il corpo di Danae è appena coperto da un sottile velo viola impreziosito da ricami dorati, mentre i suoi lunghi capelli rossi le circondano il viso.

Da notare, poi, il piccolo rettangolo nero sulla sinistra del dipinto: è il simbolo dell’uomo.

Nell’opera prevale uno stile bidimensionale, elegante e ricercato, che privilegia il colore. Gli elementi decorativi si ispirano alla cultura bizantina e orientale. I preziosi ricami dorati sul sottile velo viola riprendono nella forma le gocce di pioggia che scendono su Danae.