la poesia prima di omero
Jean Auguste Dominique Ingres, "Odisseo", Lione, Musée des Beaux Arts

«Di nessuno prima di Omero noi siamo in grado di ricordare un’opera; ma è verosimile che ve ne siano state molte» (Aristotele, Poetica, 1448B).

I primi testi scritti della letteratura greca sono l’Iliade e l’Odissea, ma le loro caratteristiche formali e contenutistiche mostrano che i due poemi sono il risultato di una gestazione poetica e di una tradizione culturale che affondano le proprie radici nel mondo miceneo.

Lo stesso verso dell’epos, l’esametro, è molto elaborato e soggetto a precise leggi di versificazione che denunciano una lunga storia precedente. Pertanto, fino al momento in cui, non prima dell’VIII secolo, i poemi epici non furono fissati per iscritto, la loro composizione e trasmissione erano orali, affidate cioè alla voce degli aedi che narravano in versi, davanti a un pubblico, le imprese straordinarie compiute da uomini, eroi e dèi, per spiegare il comune passato.

Quindi, prima dell’Iliade e dell’Odissea ci sono state certamente altre composizioni epiche, sempre orali, delle quali però nulla ci è giunto. Allo stesso modo prima di Omero dovevano essere esistiti altri aedi, simili alle due figure di cantori che troviamo nell’Odissea: Demodoco nel palazzo di Alcinoo e Femio a Itaca. Del resto già nel I secolo a.C. Cicerone affermava «Fuerunt ante Homerum poetae» («Ci furono poeti prima di Omero») (Brutus, 71): la perfezione dell’epos omerico dimostrava quindi che doveva necessariamente esserci stata un’attività poetica anteriore ad Omero.

La posizione di Cicerone non era isolata, poiché esisteva una tradizione antica che faceva di Omero un discendente di poeti e cantori mitici come Orfeo e del suo discepolo Museo. Circolavano tuttavia anche posizione diverse. Ad esempio nel V secolo a.C. Erodoto (Storie, 2, 53) fornisce una testimonianza sulla preistoria della poesia greca che è opposta a quella di Cicerone: per Erodoto gli inizi della letteratura coincidono con Omero ed Esiodo.