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Madonna dir vo voglio – parafrasi e spiegazione

Madonna dir vo voglio (Madonna voglio dirvi) di Giacomo da Lentini, caposcuola della Scuola poetica siciliana, è una delle più antiche poesie italiane. La canzone si compone di 5 stanze di 16 versi ciascuna, settenari ed endecassilabi. Lo schema metrico è il seguente: abaC, dbdC; eefg, hhiG.

Madonna dir vo voglio è citata da Dante nel De vulgari eloquentia e la troviamo all’inizio del più importante canzoniere della poesia italiana delle origini, il manoscritto Vaticano Latino 3793.

Il testo Madonna dir vo voglio di Giacomo da Lentini è modellata sul testo di una canzone provenzale del trovatore Folchetto da Marsiglia: A vos, midontç, voill retrair’en cantan (A voi, mia amata, voglio descrivere col canto), di cui però ci resta, nell’unica testimonianza manoscritta, solo due stanze. Rispetto all’originale di Folchetto da Marsiglia, Giacomo da Lentini non supplica la dama di accondiscendere ai suoi desideri, ma si limita a notificarle il proprio stato di amante non ricambiato: egli si sente intrappolato in un amore non corrisposto e per questo soffre enormemente.

Madonna dir vo voglio Parafrasi

I stanza (o strofa)

A voi, mia signora voglio dire per rima
come l’amore mi ha fatto prigioniero
rispetto al grande orgoglio
che voi, bella, mi mostrate, e che non ricambiate.
Ahimé, il mio cuore,
che è posto in tanta sofferenza
al punto che sembra vivere, sebbene sia morto,
per aver amato lealmente; anzi considera vita tale stato!
Dunque muoio o vivo?
Non lo so, ma il mio cuore
muore ripetutamente con dolore
cosa che non avverrebbe per morte naturale,
per voi, donna, amata e desiderata
più di se stesso,
eppure voi lo disdegnate:
oh amore, il vostro sentimento fu cattivo presagio.

II stanza (strofa)

Il mio innamoramento
non può essere espresso con parole,
ma così come lo sento io
non lo potrebbe concepire né l’intelletto né la lingua
e ciò che io dico è nulla
rispetto al fatto che io sono così profondamente
avvinto nel cuore:
ho in cuore un fuoco tale che non credo possa mai estinguersi,
ma brucia così tanto:
al punto da chiedermi perché non mi consumi.
Ho sentito che la salamandra
vive nel fuoco rimanendo intatta;
io così faccio da lungo tempo,
vivo in un fuoco d’amore
e non so che dire:
il mio grano fa germogliare la spiga, ma priva di chicchi.

III stanza (o strofa)

Mia signora, così avviene,
che io non posso riuscire a descrivere,
come io dicevo bene
la precisa sensazione d’amore che io sento:
il cuor mi fa sentire
così come chi ha prurito,
che non è mai in quiete,
mentre non può toccare ciò che sente.
Il non potere mi inquieta,
come colui che dipinge e cancella,
sebbene non gli dispiaccia
la pittura che compie e rimprovera se stesso,
del fatto che non crea in maniera naturale
l’esatto dipinto;
e non è da biasimare
colui che cade in mare se si aggrappa a qualunque cosa.

IV stanza (strofa)

Il vostro amore che mi tiene
come in un mare tempestoso,
è come una nave in tempesta
che getta via ogni carico
e si salva grazie allo scarico (del superfluo)
dal luogo del pericolo:
similmente io getto
a voi, bella donna,
i miei sospiri e i miei pianti,
poiché se io non li gettassi
sembrerebbe di annegare,
e di certo affonderei,
tanto mi pesa il cuore nel suo desiderio;
finché s’infrange cadendo a terra
come una tempesta che si quieta,
e io così mi rincuoro:
quando sospiro e piango credo di trovar pace.

V stanza (strofa)

Troppo mi sono palesato
a voi, bellezza senza pietà,
come io mi sono innamorato,
ma credo di non piacervi neppure dipinto.
Perché, ahimé, a me solo,
è stata concessa una tale sorte,
perchè, che non vi rinuncio?
Non posso, a tal punto Amore mi ha vinto.
Adesso vorrei che accadesse che il mio cuore uscisse (da me),
come una persona intera,
e non vi rivolgesse alcuna parola a voi, disdegnosa;
poiché Amore lo ha ridotto in tale stato
che, se ci fosse una vipera,
perderebbe la propria natura crudele:
vedendolo in tale stato, diverrebbe pietosa.

Madonna dir vo voglio Spiegazione

Nella prima stanza (o strofa) il poeta si rivolge alla donna amata dicendole di essersi innamorato di lei anche contro l’orgoglio e la freddezza che lei mostra nei suoi confronti. L’atteggiamento dell’amata non lo aiuta e il suo cuore soffre tale pena da sentirsi morire per l’amore intenso che prova: il suo cuore muore spesso, provando più sofferenza di quella che gli potrebbe provocare la morte naturale. Esso, infatti, brama solo per colei che ama più di sé stesso; ma nonostante tutto questo è disprezzato dalla donna.

Nella seconda stanza il poeta dice che l’amore che prova è così immenso che non può essere espresso con parole: tutto quello che riesce a dire non è infatti niente in confronto al sentimento che è racchiuso nel suo cuore: ha un fuoco dentro di sé, un fuoco che non si può mai estinguere, anzi, può soltanto divampare. Il poeta si paragona alla salamandra: essa vive nel fuoco rimanendo intatta (secondo la credenza dell’antichità classica, le salamandre potevano vivere nel fuoco e spegnere le fiamme). E così anche il cuore del poeta brucia ma non si consuma.

Nella terza stanza il poeta ribadisce che non trova il modo di esprimere l’amore che prova per la sua dama, ma ci vuole riuscire perché il suo cuore non potrebbe essere altrimenti mai quieto. La sua incapacità lo turba e si paragona a un uomo che dipinge e cancella la sua pittura perché non gli piace mai, in quanto non corrisponde al soggetto naturale.

Nella quarta stanza il poeta Giacomo da Lentini dice che l’amore per la donna lo tiene come se fosse in un mare tempestoso e può essere paragonato a una nave che per salvarsi nella tempesta getta via ogni cosa pesante: così anche lui getta sospiri e pianti verso la donna perché se non lo facesse, gli sembrerebbe di affondare; e affonderebbe di certo perché il suo cuore diventerebbe troppo pesante per il suo desiderio. E così come la tempesta si frange sulla terra e si quieta, anche il poeta si frange quando sospira e piange, credendo di placarsi.

Nella quinta e ultima stanza (o strofa) il poeta scrive che vorrebbe vedere il suo cuore uscire da se stesso per diventare persona e presentarsi alla donna che continua, nonostante tutto, a disdegnare il suo amore, al quale il poeta invece proprio non riesce a rinunciare: pura una vipera se vedesse come il suo cuore si è ridotto diventerebbe pietosa.

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