i miti del diluvio
Michelangelo Buonarroti, Il diluvio universale, 1508-1512, Città del Vaticano (Roma), Cappella Sistina

I miti del diluvio

In quasi tutti i popoli della terra è presente il ricordo di un diluvio universale che in tempi remotissimi si abbatté sul genere umano provocando morte e distruzione. I miti del diluvio sono fra loro molto simili, anche se i popoli che li hanno elaborati appartengono a epoche e a luoghi diversi. La trama è pressoché simile: gli uomini col passare del tempo divennero malvagi, irrispettosi nei confronti della divinità, abbandonarono la via del bene e scelsero la via del male. La divinità, in preda all’ira, li punì mandando sulla terra una terrificante inondazione. Si salvarono solo pochi uomini, quelli buoni, giusti, pii, scelti dalla divinità per dare origine a un nuovo genere umano.

La più antica testimonianza sull’argomento ci viene d un poema, l’Epopea di Gilgamesh, che rappresenta l’esempio più alto della produzione letteraria di ambiente mesopotamico ed è frutto della fusione di molteplici racconti indipendenti, a lungo trasmessi in forma orale.

Un altro racconto del diluvio universale è presente nella Bibbia e ha per protagonista il patriarca Noè.

A lungo si è ritenuto che l’Epopea di Gilgamesh sia stata fonte per la narrazione biblica. Oggi questa relazione di dipendenza è messa in discussione ed è più diffusa l’opinione che il racconto biblico derivi da una tradizione indipendente molto antica.

Anche il mito greco di Deucalione e Pirra è un racconto del diluvio.
Anche questa narrazione presenta notevoli analogie con l’Epopea di Gilgamesh, analogie che sembrano avere radice in un effettivo incontro e scambio culturale verificatosi, nell’VIII-VII secolo a.C., nell’Asia Minore frequentata dai Greci.