Ascolta “Storia – I Sumeri” su Spreaker.
I Sumeri sono la prima popolazione che abitò la Mesopotamia. Provenivano probabilmente dall’altopiano iranico e nel IV millennio a.C. si insediarono nella parte meridionale della Mesopotamia. La loro civiltà, che influenzò tutte le successive civiltà di quell’area, terminò nel 2000 a.C., quando il popolo nomade dei Babilonesi conquistò alcune città sumere e si stanziò in quelle stesse terre.
Perché si stabilirono proprio in Mesopotamia?
Il termine “Mesopotamia” deriva dal greco «en mesòs potamòs» e significa la terra «tra due fiumi», il Tigri e l’Eufrate. Qui, nella zona corrispondente al basso corso dei due fiumi, i terreni erano fertili e la fertilità del suolo e la facilità dell’irrigazione consentirono la coltivazione di grano, orzo, miglio, ceci, lenticchie, ortaggi, palme da datteri.
Nel tempo gli abitanti impararono a seminare e a raccogliere questi prodotti. La regione fu infatti chiamata Terra di Sumer, cioè “terra coltivata”. Dalla parola Sumer deriva il nome del popolo che abitò questa terra: i Sumeri.
Sumeri: organizzazione politica e sociale
Le città-stato sumere
I Sumeri erano organizzati in città-stato indipendenti. Erano cioè organizzati in piccoli stati indipendenti, con un re e un esercito. Inoltre avevano leggi proprie. Ogni città-stato era autosufficiente, perché intorno aveva un vastissimo territorio con campi coltivati e pascoli. Spesso le città-stato erano in lotta tra loro per motivi legati al dominio sulle terre coltivabili e al controllo delle acque.
Al centro di ogni città sorgeva la ziqqurat, una torre a gradoni sovrapposti collegati da scalinate. Essa comprendeva sia il tempio, posto in cima, sia i magazzini per conservare le scorte di cibo. Le ziqqurat erano quindi il centro religioso ed economico della città.
Tra le città-stato sumere, si affermarono Ur, Uruk, Eridu a sud; Lagash e Umma a est; Nippur, Kish e Eshunna più a nord.
Le classi sociali
La società sumerica era stratificata e gerarchica. La massima autorità era il re, figura semidivina che era insieme capo politico, sommo sacerdote, capo dell’esercito. I sacerdoti erano le persone più potenti dopo il re: ad essi chiedeva consiglio perfino il sovrano. Celebravano i riti religiosi, conoscevano le tecniche per coltivare i campi ed erano esperti di medicina e di astronomia.
C’erano poi gli scribi, che erano le uniche persone che sapevano scrivere, ed erano essenziali per la gestione della buracrazia e dell’economia, e i soldati. Gli artigiani, i commercianti, i contadini e i pastori formavano il popolo ed erano obbligati a versare i tributi. Infine, c’erano gli schiavi, per lo più prigionieri di guerra, ma si poteva diventare schiavi anche come punizione per aver commesso un reato o perché non si era in grado di pagare un debito; gli schiavi non avevano libertà né diritti, svolgevano i lavori più faticosi ed erano costretti a servire un padrone per tutta la vita. Nella società sumerica le donne venivano educate fin da bambine a badare alla casa e ai membri della famiglia, ma potevano possedere terre e ricchezze e diventare sacerdotesse o scriba. Si dice che fu proprio una donna, la sacerdotessa Enheduanna, la prima persona nella storia dell’umanità a scrivere poesie.
L’eredità culturale dei Sumeri: invenzioni, conoscenze e tecniche che i Sumeri hanno trasmesso
Ai Sumeri si deve l’invenzione della scrittura, intorno al 3000 a.C., evento che segna il passaggio dalla Preistoria alla storia. Iniziarono con segni pittografici (disegni che raffiguravano i vari prodotti: una spiga per esempio simboleggiava i cereali), per poi evolversi verso un sistema cuneiforme, chiamata così perché il segno lasciato sulle tavolette d’argilla su cui si scriveva era a forma di cuneo.
Nata da esigenze di contabilità, ben presto la scrittura fu impiegata per redigere testi sacri, letterari e scientifici.
L’opera più celebre è senza dubbio l’Epopea di Gilgamesh, considerata il primo poema epico della storia umana. Il protagonista è Gilgamesh, mitico re di Uruk, che osò sfidare gli dèi volendo sfuggire alla morte.
Dalle tavolette di argilla ritrovate durante gli scavi, apprendiamo che ai Sumeri si deve anche:
- la misurazione del tempo con il sistema sessagesimale (cioè basato sul numero 60, con multipli e sottomultipli);
- la divisione del cerchio in 360 gradi;
- il calcolo di radici quadrate e cubiche, di aree e volumi (per un approfondimento leggi La numerazione sumera);
- l’elaborazione, nel II millennio a.C., di un calendario lunare di dodici mesi di trenta giorni ciascuno.
In ambito più specificamente tecnico, i Sumeri applicarono, forse per primi, la ruota di legno ai trasporti di terra (la ruota era già stata inventata nel Neolitico, ma il suo utilizzo era stato limitato ai vasai che la utilizzavano come tornio per creare contenitori e recipienti). L’uso della ruota e del carro facilitò i contatti tra popoli diversi; inoltre favorì il commercio, perché sui carri era possibile caricare merci molto più pesanti di quelle trasportate fino ad allora in groppa agli animali.
I Sumeri inventarono anche i mattoni di argilla, con i quali costruivano le abitazioni. I Sumeri impastavano l’argilla con acqua e paglia, versavano l’impasto in stampi e poi lo lasciavano seccare al sole.
Ai Sumeri si deve l’introduzione di tecniche innovative come i canali di irrigazione, che permise loro di coltivare cereali (orzo e grano), legumi, ortaggi e frutta, e di allevare animali come bovini, ovini, suini e asini.
Sumeri: religione e cosmologia
I Sumeri erano politeisti, adoravano cioè più dèi. Si trattava di divinità antropomorfe, cioè concepite a immagine dell’uomo (dal greco «ànthropos», «uomo», e «morphè», «forma»), anche se non conoscevano la vecchiaia e la malattia. Gli dèi sumerici erano maschi e femmine; procreavano figli, vivevano in famiglia. Provavano sentimenti umani: gioia, gelosia, ira, vendetta, amore, odio.
Le divinità principali della religione sumera erano: Anu, dio del cielo; Enlil, dio del vento; Enki, dio della terra; Nisaba, dea del grano, Utu, dio del Sole; Nanna, dio della Luna; Inanna, dea dell’amore, della guerra e della fertilità. Ogni città-stato sumera aveva il suo dio protettore.
Venivano anche onorati i corpi celesti, come il Sole e la Luna, e questo spiega perché proprio in Mesopotamia nacquero l’astrologia e l’astronomia.
Furono i Sumeri a sviluppare le prime cosmogonie, ossia le prime spiegazioni dell’origine del mondo su base mitico-religiosa. I Sumeri pensavano che all’origine di tutto ci fosse il caos, cioè un ammasso disordinato di materia, da cui gli dèi avevano poi creato la Terra, il cielo e gli uomini. Gli dèi erano dunque i creatori e i garanti dell’ordine dell’universo e dell’ordine sociale.
I Sumeri: le scoperte dell’archeologia
La storia dei Sumeri e di altri popoli che nel corso dei millenni si stanziarono in Mesopotamia (Accadi, Babilonesi, Hittiti, Assiri, Persiani) rimase per molto tempo sepolta insieme con le rovine delle loro città finché Austen Henry Layard, giovane inglese appassionato di archeologia, non riportò alla luce Ninive e Nimrod, città assire (1845-1849). Da allora fu una corsa ai lavori di scavo tra francesi, inglesi, tedeschi.
Gli scavi archeologici si interruppero per lo scoppio della Prima guerra mondiale. Ripresero negli anni Venti del Novecento con gli scavi a Ur di Leonard Wolley che rinvenne il celeberrimo Stendardo di Ur oggi al British Museum, a Londra.
Gli scavi continuarono e continuano tuttora nonostante l’antica terra dei Sumeri (l’attuale Iraq) sia stata devastata dalla guerra e viva una situazione di grande instabilità.

