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Anno Mille: la rinascita, la Chiesa e l’Impero

Anno Mille è l’anno simbolico che pone fine all’Alto Medioevo e dà inizio al Basso Medioevo. È però anche l’anno intorno a cui si era diffusa una terribile credenza, che narrava di una inevitabile catastrofe in grado di porre fine al mondo. I cristiani avevano infatti preso alla lettera quanto predetto in un passo dell’Apocalisse (uno dei libri del Nuovo Testamento della Bibbia), in cui era scritto: Giunti poi che siano al termine i mille anni, Satana sarà liberato dal suo carcere e uscirà. Allo scadere dell’Anno Mille però non accadde nulla: nessuna catastrofe si scagliò sul mondo, anzi… Nei primi decenni dell’XI secolo si registrò un generale miglioramento delle condizioni di vita e un progressivo sviluppo dell’economia.

Anno Mille rinascita agricola

Intorno all’anno 1000:

  • finirono le Ultime invasioni;
  • il clima migliorò;
  • ampie aree furono dissodate o bonificate;
  • furono introdotte significative innovazioni nell’agricoltura: l’uso dell’aratro a versoio; l’introduzione del cavallo al posto dei buoi; la ferratura degli zoccoli dei cavalli; la diffusione della rotazione triennale; la semina differenziata; l’uso dei mulini ad acqua.

La rinascita nelle città

La ripresa dell’agricoltura segnò la fine dell’autoconsumo e, di conseguenza, determinò la rinascita dei commerci. Ricomparvero i mercanti e gli artigiani e nacquero le fiere, dove si vendeva e si comprava di tutto. Riprese la vita cittadina.

Con lo sviluppo dell’economia cittadina nacque un nuovo ceto sociale, la borghesia, formata dagli abitanti dei borghi (le aree periferiche della città) di cui facevano parte mercanti, artigiani, imprenditori e professionisti. Con la borghesia si affermò una diversa concezione della ricchezza, legata non più al possesso della terra ma al denaro.

Nell’Italia centro-settentrionale:

  • da un lato si affermarono i Comuni, organismi politici cittadini che rivendicavano l’autonomia dal potere imperiale (il Sacro Romano Impero Germanico) cui erano formalmente sottoposti;
  • dall’altro lato si consolidò lo Stato della Chiesa (Lazio, Romagna, parte delle Marche e dell’Umbria). Si trattava di una particolare monarchia di tipo teocratico, in cui il potere temporale e quello spirituale erano nelle mani della stessa persona, il pontefice.

L’Italia meridionale, invece, era stabilmente retta da forme monarchiche: prima il Regno normanno, poi quello degli Svevi, infine, la dinastia angioina che si installò a Napoli e quella aragonese che si impadronì della Sicilia.

Anno Mille: nascono le scuole

Nell’Alto Medioevo si scriveva poco e secondo criteri non unitari né stabili. Anche gli esponenti più alti del potere politico sapevano quasi sempre leggere, ma quasi mai scrivere: lo stesso Carlo Magno sapeva solo – sembra – mettere la propria firma.

La scrittura era praticata quasi esclusivamente dal clero e si esercitava soprattutto negli scriptoria (sale di scrittura) dei conventi e dei monasteri. In questi luoghi gli amanuensi copiavano sui codici i documenti del passato o del presente (per un approfondimento leggi La cultura antica salvata dai monasteri). A partire dall’Anno Mille, invece, sorsero le prime scuole, dapprima legate alle istituzioni religiose (scuole vescovili), poi a organismi laici; a Bologna, nel 1088, nacque la prima Università.

Anno Mille: la Chiesa e l’Impero

Non mancavano tuttavia tensioni religiose e politiche.

La contrapposizione tra Papato e Impero, i massimi poteri del tempo che si contendevano il predominio sull’Europa, raggiunse l’apice con la lotta per le investiture tra papa Gregorio VII e l’imperatore Enrico IV. La contesa riguardava il diritto esclusivo, preteso da Gregorio VII, di nominare i vescovi.

Dopo scomuniche e deposizioni reciproche e il noto episodio dell’umiliazione dell’imperatore, costretto a chiedere perdono al papa a Canossa (1077), si giunse a un compromesso con il Concordato di Worms (23 settembre 1122): l’investitura del potere spirituale spettava alla Chiesa, mentre all’impero spettava l’investitura del potere politico.

I contrasti ripresero però nel XII secolo e culminarono nello scontro tra Federico I Barbarossa e i Comuni dell’Italia settentrionale, riuniti nella Lega Lombarda alleata al papa.

Soltanto la Pace di Costanza (1183), con cui Federico I riconobbe ai Comuni la loro autonomia, la possibilità di amministrare la giustizia con propri magistrati e quella di costruire mura difensive, mise fine alla lunga lotta.

La cristianità, intanto, era afflitta da gravi problemi interni. Agli inzi del XII secolo, infatti, la Chiesa si trovava a combattere contro alcuni movimenti ereticali che denunciavano la corruzione del clero, in particolare i valdesi e i catari o albigesi, contro i quali fu bandita una vera e propria crociata (vedi Crociata contro gli albigesi 1209-1229). Attraverso il Tribunale dell’Inquisizione gli eretici erano ricercati, processati e, se non si pentivano, giustiziati (per un approfondimento leggi Strumenti di tortura contro eretici e streghe).

Sorsero intanto due nuovi ordini religiosi che rappresentarono per la Chiesa cattolica un momento di grande rinnovamento: l’Ordine francescano, fondato da Francesco d’Assisi nel 1210, e l’Ordine domenicano, fondato dallo spagnolo Domenico di Guzmán nel 1216.

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