Iside, mito e culto della dea egizia

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Iside, dea egizia, mito e culto

Iside, sorella e moglie di Osiride, dio dei morti, e madre del dio Horus, era la dea egizia della magia, della fertilità e della maternità.

Sia Iside che Osiride nacquero dall’unione tra il Cielo (Nut) e la Terra (Geb).

Il dio della Terra lasciò il trono a Osiride e Seth, fratello di Iside e Osiride, geloso di quest’ultimo, lo uccise e tagliò il corpo in tanti pezzi, che disseminò per tutto l’Egitto.

Iside quindi andò alla ricerca di tutti i pezzi, li trovò e, con l’aiuto di Anubi, il dio dei morti, dalla testa di sciacallo, lo ricompose. Poi, da grande maga qual era, si trasformò in nibbio e con il battito delle sue ali insufflò nella mummia di Osiride un alito di vita sufficiente da permettergli di concepire il dio Horus. Quest’ultimo, una volta cresciuto, rivendicò il trono di suo padre.

Il culto di Iside nella Roma antica

Il culto di Iside penetrò a Roma nel periodo delle guerre civili. La dea assommò gli attributi di molte divinità femminili del paganesimo greco-romano (Venere, Cerere, Proserpina, Artemide) e di dee indigene provinciali.

In seguito, nonostante le restrizioni poste dall’imperatore Augusto, continuò ad avere molti seguaci, in particolare tra le donne.

L’imperatore Caligola ufficializzò il culto di Iside e fece innalzare un tempio alla dea.

Navigium Isidis

Verso il 150 d.C. in tutto l’Impero si diffuse la celebrazione di un rito in onore della dea, il Navigium Isidis (La Nave di Iside).

La festa, che si teneva nella prima luna piena, dopo l’equinozio di primavera, consisteva in un corteo in maschera che, intonando inni, seguiva un’imbarcazione di legno ornata di fiori lungo il fiume Tevere.

La celebrazione ricordava la vicenda della dea egizia che, navigando per tutti i mari, ritrovò le parti del corpo smembrato di Osiride, facendolo poi risorgere.

Fine del culto nell’Impero di Roma

Il culto della dea egizia terminò con l’ascesa del cristianesimo, durante il quarto e il quinto secolo d.C.