Unità d’Italia 1861 come si realizzò

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L’Unità d’Italia si realizza nel corso di alcuni decenni. Ha inizio con i moti rivoluzionari (1820-21, 1830-31, 1848) e prosegue con le tre guerre d’indipendenza.

Determinante per il compimento dell’Unità d’Italia è anche l’operato di Giuseppe Garibaldi, che guida la spedizione dei Mille.

Giuseppe Garibaldi e i Mille

Nel marzo del 1860 l’Italia è divisa in quattro parti: il Regno di Sardegna (che comprende anche Lombardia, Emilia, Romagna e Toscana), lo Stato della Chiesa, il Regno delle Due Sicilie e il Veneto (sotto il controllo austriaco).

Nell’aprile del 1860 nella Sicilia dei Borboni scoppiano rivolte. Giuseppe Garibaldi, spinto dai patrioti siciliani, vuole organizzare una spedizione militare per liberare l’Italia del Sud. Cavour è contrario a tale progetto perché ha paura che Garibaldi voglia trasformare l’Italia meridionale in una repubblica e attacchi lo Stato della Chiesa, protetto dai francesi.

Nonostante tutto, Garibaldi realizza il suo progetto. Il 6 maggio 1860, circa mille volontari garibaldini (detti, appunto “I Mille”) partono da Quarto, vicino a Genova, e sbarcano a Marsala, in Sicilia. In poche settimane i soldati garibaldini, grazie anche all’appoggio della popolazione locale, liberano la Sicilia dal controllo dei Borboni.

Garibaldi passa poi in Calabria e giunge nel settembre del 1860 a Napoli, accolto come un salvatore. Da più parti si teme la nascita di una repubblica nel Sud e Centro Italia. Così Cavour decide di mandare l’esercito piemontese in Italia centrale occupando Marche e Umbria, a quel tempo sotto il controllo dello Stato della Chiesa.

Il 26 ottobre 1860 Garibaldi e Vittorio Emanuele II, alla guida dei rispettivi eserciti, si incontrano a Teano (Caserta). Garibaldi in quell’occasione riconosce Vittorio Emanuele II come “re d’Italia” e gli affida tutti i territori liberati.

17 marzo 1861 proclamazione del Regno d’Italia

Il 17 marzo 1861 nasce ufficialmente il Regno d’Italia, con capitale Torino, sotto il re Vittorio Emanuele II.

L’unificazione d’Italia però non è ancora completa: mancano il Veneto e il Lazio.

Con la Terza guerra d’indipendenza (1866) il Veneto è liberato dagli austriaci.

Quattro anni dopo, il 20 settembre 1870, i bersaglieri giungono a Roma e mettono fine al potere temporale del papa. Questo evento è ricordato come la breccia di Porta Pia (la porta che i militari sfondarono per entrare in Roma).

Nel 1871 Roma diventa la capitale del Regno d’Italia (nel settembre 1864 la capitale del regno era stata spostata da Torino a Firenze).

Dopo l’Unità d’Italia

Il neonato regno, guidato dalla dinastia piemontese dei Savoia, è composto di realtà locali molto diverse, si trova a dover affrontare gravi e urgenti problemi sociali, politici, economici, primi fra tutti la questione meridonale e il brigantaggio.

C’è poi il problema delle terre irredente, cioè non liberate (Trento e Trieste) che restano sotto la dominazione austriaca. Si uniranno all’Italia solo al termine della Prima guerra mondiale.