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Donna egizia: condizione sociale della donna nell’antico Egitto

La donna egizia godeva di maggiore considerazione e di una condizione più evoluta rispetto a molte altre civiltà antiche. Le donne nell’antico Egitto non erano sottoposte alla costante tutela maschile (del padre prima, del marito poi). Per esempio sceglievano l’uomo con cui formare una famiglia; mantenevano il possesso dei loro beni anche dopo il matrimonio e potevano venderli o lasciarli in eredità a chi volevano, anche contro la volontà del marito. Potevano far valere i loro diritti in tribunale.

Il divorzio era una situazione piuttosto frequente nell’antico Egitto e veniva richiesto anche dalle donne. Se era stata tradita e ingiustamente abbandonata dal coniuge, la donna egizia aveva diritto anche a una quota di “alimenti” che corrispondeva a un terzo dei beni del marito.

Oltre che nella famiglia le donne erano rispettate anche nella società e nel mondo del lavoro. Infatti, oltre a professioni tipicamente femminili come la balia, la danzatrice o la parrucchiera, le donne egizie potevano dedicarsi anche alle attività artigianali e commerciali, su un piano di perfetta parità con i loro colleghi di sesso maschile.

Potevano anche, se di nobili origini, ricoprire importanti cariche religiose. Vi furono pure casi di donne funzionario, medici, scriba e faraone (tra le donne faraone, ricordiamo Hatshepsut, Nefertiti, Cleopatra).

Le donne dell’antico Egitto erano ben rappresentate perfino in ambito religioso: Iside, sorella e sposa di Osiride; Hathor, dea della fertilità; Bastet, dea del focolare domestico; Sekmeth, dea della collera.

Le donne egizie si occupavano della cura della propria persona: usavano unguenti e creme per il corpo e amavano truccarsi. Furono loro a inventare il kajal, fatto mescolando polvere di minerali come la galena (per il nero) e la malachite (per il verde) con acqua, grasso o resina; steso sulla palpebra, serviva a ingrandire gli occhi, ed era apprezzato anche per il suo potere antibatterico. Per colorare le labbra di rosso, usavano l’ocra mescolata a grasso. Conoscevano inoltre l’henné, una pianta le cui foglie era essiccate, polverizzate e poi usato in un impacco colorante applicato ai capelli (usato ancora oggi). Anche il modo di vestire era molto curato, sia nei tessuti sia nella fattura delle confezioni.

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