Ermetismo
Eugenio Montale (a sinistra) con Giuseppe Ungaretti (al centro) e Salvatore Quasimodo

Ermetismo: definizione, caratteristiche, esponenti, opere, tematiche. Riassunto schematico, scorrevole e completo

A partire dagli anni Venti del Novecento e per tutto il periodo fascista, si affermò in Italia una nuova poetica nata dall’ambiente della rivista “Solaria” (fondata a Firenze nel 1926 dal giornalista Alberto Carocci; terminò le pubblicazioni nel 1936, dopo alcuni interventi della censura fascista).

Questa nuova poetica fu poi definita Ermetismo dal critico letterario Francesco Flora (1891-1962), che nel 1936 pubblicò un saggio, La poesia ermetica, in cui sottolineava la difficoltà di comprensione di questo tipo di poesia.
Il termine «Ermetismo» venne perciò usato inizialmente con valore negativo, ma presto, al pari del «Crepuscolarismo» e del «Decadentismo», perse il suo senso polemico.

I poeti ermetici si fanno interpreti di una condizione spirituale del tutto nuova, legata alle vicende storiche dell’Italia (la Prima guerra mondiale, il primo dopoguerra, il fascismo), ed esprimono il disagio dell’uomo di fronte ai notevoli cambiamenti della società. Il senso di solitudine in un mondo ostile, l’angoscia che deriva dal non comprendere il significato della vita, l’impossibilità di stabilire un rapporto armonioso con l’universo e con le persone sono i temi centrali dell’Ermetismo.

Spesso il male di vivere ho incontrato:
era il rivo strozzato che gorgoglia,
era l’incartocciarsi della foglia
riarsa, era il cavallo stramazzato.

Di Eugenio Montale, da Spesso il male di vivere ho incontrato, in Ossi di seppia.

Di qui la ricerca della parola essenziale, il tentativo di concentrare in poche parole di intenso valore allusivo, simbolico, tutto quanto si voglia esprimere, eliminando ogni elemento decorativo.

La metrica tradizionale è superata, con il trionfo del verso libero; la punteggiatura talvolta viene abolita o ridotta al minimo. I poeti ermetici ricorrono all’uso della metafora, della sinestesia, dell’analogia per rendere più carichi di significati i loro messaggi.

Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera.

Di Salvatore Quasimodo, Ed è subito sera, in Ed è subito sera

Il poeta più rappresentativo dell’Ermetismo è senz’altro Giuseppe Ungaretti. Altri importanti esponenti dell’Ermetismo furono Salvatore Quasimodo, Eugenio Montale (la poesia di Salvatore Quasimodo e di Eugenio Montale se inizialmente si può collegare all’Ermetismo, in seguito assunse caratteristiche del tutto originarie e nuove) e Umberto Saba. Da ricordare anche Alfonso Gatto, Leonardo Sinisgalli, Mario Luzi.

Fu con il movimento ermetico che la poesia italiana, rimasta fino ad allora piuttosto provinciale, si aprì alla cultura europea, superando gli schemi tradizionali che ancora la legavano al passato.