Diaspora significato e diaspora degli ebrei

Diaspora significato del termine e in particolare la diaspora degli ebrei.

Diaspora significato

Con il termine diaspora si intende la dispersione nel mondo di un popolo, costretto ad abbandonare il suo paese di origine.

Diaspora degli ebrei

In particolare, la diaspora degli ebrei nelle varie zone del Medio Oriente, in Europa e più in generale nel mondo, ha inizio nell’VIII secolo in seguito alle conquiste degli Assiri e poi dei Babilonesi.

Tale fenomeno si estende poi dopo la soppressione da parte dell’Impero di Roma della rivolta ebraica iniziata nel 66 d.C. contro il loro dominio. Nel 70 d.C. Roma conquista definitivamente Gerusalemme e il Tempio è distrutto (rimane in piedi solo il muro occidentale).

Nascono così colonie ebraiche lungo le vie commerciali e nelle città greche del Mediterraneo orientale e poi nelle regioni dell’Impero romano fino alla Spagna, alla Francia e alla Germania. Più tardi anche in Cina, in India e in Africa (la comunità ebraica dei Falasha d’Etiopia conserva ancora oggi la sua identità).

Gli ebrei, dispersi così in varie parti del mondo, nei secoli successivi saranno oggetto di intolleranza e persecuzioni.

Tra il 1933 e il 1945 gli ebrei sono infatti vittime in Europa di una terribile persecuzione, la Shoah. In quegli anni la Germania nazista e l’Italia fascista priva gli ebrei dei loro diritti e durante la Seconda guerra mondiale sono deportati nei campi di concentramento. Qui, si calcola, che circa sei milioni di ebrei sono morti di stenti o perché uccisi.

Dopo la Seconda guerra mondiale, nel 1948, nasce lo Stato d’Israele, affinché gli ebrei vittime della diaspora possano ritornare nella Terra dei Padri.

Ancora oggi, tuttavia, la maggior parte degli ebrei vive fuori da Israele. In Italia, per esempio, oggi vivono circa 35 000 ebrei, di cui il 20% è praticante (per un approfondimento leggi Ebrei in Italia, una lunga storia in breve).

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