Storia dell’Età moderna riassunto

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età moderna

L’Età moderna o Storia moderna è una delle quattro età storiche (antica, medievale o Medioevo, moderna e contemporanea).

Per rispondere alle vostre domande sulla storia dell’Età moderna, abbiamo preparato Età moderna riassunto. Il riassunto Età moderna vi renderà più facile e veloce lo studio e il ripasso, in particolare: quando comincia la Storia moderna? cosa accade nell’età moderna? quando finisce la storia moderna e inizia la storia contemporanea?

Cronologia storia moderna

L’Età moderna segue il Medioevo e ha una durata di circa 300 anni, dal 1500 al 1800.

Tradizionalmente gli storici pongono l’inizio dell’Età moderna al 1492, anno della scoperta dell’America.

Riguardo la fine dell’Età moderna essa viene collocata, sempre per tradizione, negli ultimi decenni del Settecento, quando due grandi rivoluzioni, quella americana e quella francese, annunciano l’Età contemporanea. Altri, però, spostano la fine dell’epoca moderna più avanti, nell’Ottocento e anche oltre.

Scoperte geografiche ed espansione coloniale

Nella seconda metà del 1400 si intensificano le navigazioni oceaniche che portano alle scoperte geografiche, cioè alla scoperta di terre e popoli fino ad allora sconosciuti, come l’America, “scoperta” nel 1492 da Cristoforo Colombo. Gli europei creano colonie e gettano le basi della supremazia economica e politica del Vecchio continente.

La prima rivoluzione industriale

Nonostante lo sviluppo del commercio, a seguito delle scoperte geografiche, l’agricoltura è ancora l’attività predominante. In Inghilterra, però, fra Settecento e Ottocento, prende l’avvio un processo di industrializzazione che col tempo porterà l’industria ad acquistare un ruolo predominante sull’agricoltura: è la prima rivoluzione industriale.

Riforma protestante e Controriforma cattolica

All’inizio dell’Età moderna l’unità religiosa dell’Occidente cristiano è rotta dalla Riforma protestante avviata nel 1517 dal monaco tedesco Martin Lutero. Rapidamente le chiese protestanti si moltiplicano. Infatti, ai luterani (seguaci di Lutero) si aggiungono i calvinisti (seguaci di Calvino), detti ugonotti in Francia e puritani in Inghilterra, gli anabattisti, gli anglicani.

Con la nascita del protestantesimo si apre l’epoca tragica delle guerre di religione che contrappongono cattolici e protestanti. Questi conflitti si concludono nel Seicento con la terribile guerra dei Trent’Anni.

Alla Riforma protestante la Chiesa cattolica risponde con il Concilio di Trento, aprendo così il periodo della Controriforma.

Monarchia assoluta e monarchia costituzionale

Monarchia assoluta e monarchia costituzionale sono i due opposti modelli di potere e di Stato che prendono forma nel Seicento.

Nella monarchia assoluta tutto il potere è accentrato nelle mani del re. L’esempio perfetto di monarchia assoluta si afferma in Francia durante il regno di Luigi XIV (quattordicesimo), detto il re Sole (1643-1715).

La monarchia costituzionale invece limita il potere del sovrano e garantisce i diritti del Parlamento con alcune leggi fondamentali, come ad esempio il Bill of Rights.

La monarchia costituzionale nasce in Inghilterra nel 1689, dopo due rivoluzioni; la prima conclusa con la decapitazione del re (1649); la seconda (1688-1689) chiamata dagli storici inglesi Gloriosa rivoluzione.

Rinascimento e Illuminismo

All’inizio dell’Età moderna, l’Italia, e in seguito l’Europa, vive la splendida stagione artistica e culturale dell’Umanesimo e del Rinascimento, che coinvolge le arti, la letteratura, la filosofia e le scienze.

Alla nuova visione del mondo si accompagna un notevole sviluppo delle tecniche che porta all’invenzione della stampa a caratteri mobili.

Nel Seicento, la “rivoluzione rinascimentale” apre la strada a una trasformazione ancora più radicale: la “rivoluzione scientifica“, grazie alle sensazionali scoperte e intuizioni di scienziati come Keplero, Galilei e Newton.

L’Età moderna si conclude nel Settecento con il movimento illuminista che celebra la ragione umana.

Le rivoluzioni del Settecento e Napoleone

Il pensiero illuminista prepara, in America e in Europa, due avvenimenti che segnano il passaggio dall’Età moderna all’Età contemporanea. Il primo è la guerra di indipendenza americana (1775-1783) che porta alla nascita degli Stati Uniti d’America; il secondo è la rivoluzione francese (1789-1799), che smantella il potere assoluto del re per diritto divino, cancella i diritti feudali e rivendica, con la Dichiarazione dei diritti (1789), l’uguaglianza di tutti i cittadini e i diritti naturali dell’individuo, primo fra tutti quello alla libertà.

Le idee rivoluzionarie di libertà e uguaglianza si diffondono rapidamente in tutta Europa, portate dagli eserciti di Napoleone.

Napoleone, che, in quasi vent’anni di conflitti, sottomette gran parte del continente è infine sconfitto definitivamente nella battaglia di Waterloo (1815) dalla VII (settima) coalizione.

Le stesse potenze che hanno sconfitto Napoleone si riuniscono nel Congresso di Vienna per smembrare il suo impero e ristabilire i regni e le leggi esistenti prima della rivoluzione.

Tuttavia né la caduta di Napoleone né il Congresso di Vienna riescono a cancellare le idee rivoluzionarie e il nascente sentimento di nazione che nell’Ottocento alimenteranno i moti rivoluzionari in Europa e in Italia.